Kimi no Suizou wo Tabetai

Voglio mangiare il tuo pancreas



Storia di un ragazzo che viveva a testa bassa come se il mondo fosse solo quello intorno ai suoi piedi.

Storia di un piccolo fiore che cadendo dall'albero riuscì con la sua bellezza a fargli alzare lo sguardo fino all'orizzonte.


No spoiler




(Ascoltami mentre leggi)


Disegni

Il tratti del chara sono asciutti e piacevoli, ammorbiditi dall'uso di luci e ombre ma non particolarmente curati; peccato che un maggior spunto espressivo durante le scene più importanti si abbia solo di rado.

Discreti i fondali, spesso sbrigativamente messi fuori fuoco, contro luce o realizzati con l'ausilio di CGI.


Animazione

Il frame rate sembra quasi sempre basso e solo nelle scene più concitate i movimenti del corpo riescono a ingannare l'occhio apparendo fluidi, cosa che purtroppo le epressioni del volto non riescono a fare; animati con maggior attenzione unicamente i dettagli inquadrati in primissimo piano.


Colonna sonora

Minimale nella realizzazione e nell'utilizzo: accompagna gradevolmente la storia pur non essendo troppo originale e lasciando ampi spazi al paesaggio sonoro; presenti opening, ending e una insert song pari requisiti.


Doppiaggio

Molto buono in lingua originale anche se poco spontaneo durante le scene di pianto; brava la seiyuu di Sakura, sempre espressiva nel giostrarsi tra i toni scherzosi di una ragazza che cerca solo spensieratezza e quelli più cupi di chi viene colto dalla drammaticità del proprio destino.

In italiano ho visto solo il trailer ma l'impressione è che non sia al livello di altre produzioni recenti: spero di ricredermi quando, per farmi perdonare di non essere andato al cinema (causa di forza maggiore), comprerò il blu-ray.


Sottotitoli

Nella versione che sono riuscito a reperire ho trovato sporadici errori di battitura ma niente di particolare: buoni e godibili.


Regia e fotografia

Buone e costanti, con alcune inquadrature più originali; un po' esasperato l'uso di luci e di colori saturi.


Spoiler



Sceneggiatura


Inizio

La storia inizia con il funerale di Sakura e la cosa potrebbe sembrare un azzardo, secondo me però è una scelta indovinata per tre motivi: essendo un avvenimento di una certa portata crea subito coinvolgimento nello spettatore; venendo comunque subito dopo rivelato il segreto della ragazza, non rende la storia più prevedibile (Sakura è condannata e in ogni caso si sarebbe saputo); distoglie l'attenzione da altre possibili cause di morte rendendo il suo assassinio un vero colpo di scena (peraltro neanche forzato visto che ci viene preventivamente mostrata nei notiziari l'escalation di violenza in quella zona). Da notare l'atroce simmetria tra la sua fine e il nomignolo guadagnatosi dal cancro al pancreas per via della scarsità di sintomi: il killer silenzioso.


Aspetti romantici

Nel corso degli eventi viene sviluppato un romanticismo tra i più intensi che abbia mai visto, in quanto non abbiamo a che fare con sentimenti ai quali viene concesso libero sfogo, bensì che vengono trattenuti, accumulandosi, aggiungendo loro le paure e le incertezze necessarie a contenerli: sono due forze contrapposte come un fiume in piena imprigionato da una diga, e la pressione tra di loro è enorme anche se nascosta.


Entrambi i protagonisti condividono questo dilemma interiore, raddoppiando così una situazione già di per sé esplosiva che culmina nella scena a casa di Sakura, diventando una passione che sfugge per un momento di mano a tutti e due: lei, in modo tipicamente femminile, si lascia andare per prima recuperando poi contegno facendo finta di scherzare; lui, in modo tipicamente maschile, arriva a essere quasi violento per poi andarsene (vi prego di non leggere alcun tipo di sessismo in queste parole, personalmente non considero questi atteggiamenti né una regola assoluta, né, finché restano entro i limiti del rispetto, una cosa sbagliata).


La tensione viene poi spezzata dalla scena con l'ex fidanzato, Takahiro, riportando tutto su un piano di tenerezza, altrimenti ne avremmo viste delle belle su quel marciapiede sotto la pioggia: per come la vivo io, in queste poche sequenze sono concentrate tutte le emozioni che normalmente vengono mostrate in una stagione intera e quindi, se da una parte diventano necessariamente poco chiare e da leggere tra le righe, dall'altra guadagnano in forza.


Personaggi - Sakura

Sakura è il personaggio che ho trovato più credibile: la vita mi ha riservato l'onore e l'onere di poter passare del tempo con persone nella sua situazione e in lei ho ritrovato quelle emozioni e quegli atteggiamenti a cui nessuno si potrà mai abituare, che ogni volta ti colpiscono con la loro forza più quella di tutte le volte precedenti. 



E' una ragazza giovane Sakura, con una voglia di vivere che neanche la malattia può estinguere; persone come lei di solito riescono presto a venire razionalmente a patti con la realtà, e mantenendo la ragione impegnata a gestire l'inevitabile paura, si buttano d'istinto nella vita che resta loro; dicono di avere una lista di cose da voler fare ma alla fine è solo una verità adatta allo scopo (creata per sentirsi motivati ed eventualmente giustificati nelle proprie azioni), perché qualunque cosa andrebbe bene, anche la più piccola, basta che serva a tenere la mente occupata e che possa essere condivisa con qualcuno (cosa che infatti Sakura ammette, nonostante la sua lista, una volta fatta richiesta di essere assegnata alla biblioteca).

Purtroppo poi ci sono anche persone che non riescono ad accettare la triste realtà, indubbiamente ingiusta e immeritata; certo la diagnosi è lì, chiara sotto i loro occhi, ma in qualche modo se ne chiamano fuori: anche se non lo dicono, qualcosa dentro di loro spera che potrà andare diversamente e, sfortunatamente, approcciando la malattia su un piano così irreale la razionalità resta al cento per cento disponibile per focalizzarsi sul proprio calvario, intensificando ogni sofferenza, fisica o psicologica che sia.

Vi invito a dare un'occhiata a questo blog e magari anche a comprare il relativo libro: Andrea è un ragazzo del '73 che da qualche anno convive suo malgrado con un cancro al pancreas e, per dirlo senza girarci intorno, Andrea morirà. Guardate con quanta forza e quanti sorrisi affronta i cicli di chemio pur sapendo che daranno solo un po' di tempo in più, guardate con quanta determinazione si è riscoperto camminatore e come condivide questa passione per dare un senso alla sua vita, riuscendo a fare a piedi quello che a me farebbe fatica fare in macchina.


Per tutto questo ho apprezzato ogni singola scena con Sakura, dalle frenetiche carrellate di karaoke e ramen, ai banali o strambi dialoghi tra libri e frattaglie; dagli improvvisi momenti in cui, cogliendo un attimo di sosta, la paura riemerge opprimente, a ogni sua manifestazione di energica vitalità.


La forza più grande che queste persone hanno è però quella del loro affetto, ed è una forza che regalano agli altri, a noi che stiamo bene e che non dovremmo averne bisogno, e può lasciarci spiazzati, può farci sentire quasi violentati perché presto ci lasceranno soli a portare il peso della loro assenza.

«Chi credono di essere per potersi legare così tanto quando questa amicizia o questo amore hanno già una data di scadenza?» Me lo sono chiesto spesso, finché ho realizzato che quello che portiamo non è l'assenza ma la presenza, e che non si tratta di un peso ma di una gioia.

I ricordi dei momenti passati insieme e le risate fatte insieme sono la testimonianza di quella che è stata la loro vita, e Sakura ce lo dice chiaramente mentre si trova in ospedale, rispondendo ad Haruki che le chiede cosa significhi per lei vivere: «Vivere è arrivare al cuore delle persone.» sono le prime parole che le escono di bocca.

Che sia per caso, per scelta o per imperscrutabile conseguenza delle nostre azioni come dice Sakura, essere scelti da qualcuno a cui la propria vita sta per sfuggire di mano vuol dire essere considerati degni di raccoglierla e non so per voi, ma per me si tratta di un concetto che non riesco neanche a comprendere: posso scriverlo con delle parole ma il senso profondo mi sfugge e immagino sarà cosi fino a quando, presto o tardi che potrà essere, non mi troverò come loro davanti alla morte.

Da allora non ho più osato considerare degli egoisti le persone che affrontano il fine vita con amore: cos'altro dovrebbero desiderare se non lasciare un pezzetto di loro in questo mondo e che questo pezzetto possa essere un ricordo gioioso invece di triste? Non ne hanno forse diritto come e più degli altri?



Questo anime è un inno alla vita, Sakura è un inno alla vita, guardate oltre le paure, le medicine, gli omicidi e i funerali: la morte c'è e ci sarà sempre ma è solo un'ombra… forse proprio per questo i disegni sono così luminosi e colorati.


Ogni persona è unica e diversa ma se mai doveste trovarvi a stare vicino a qualcuno che sta per morire, vi consiglierei di non rendere la sua malattia un tabù e di non compiangerlo, perché è la confidenza con qualcosa a contrastarne la paura ed è l'allegria lo stato d'animo che meglio trasmetterà il vostro affetto venendo condiviso più volentieri: pensate alla madre di Sakura che non vuole sentirla parlare di morte e a lei che in risposta sfoga il suo bisogno di farlo con Haruki, ribadendo di continuo il suo destino per aiutarsi ad accettarlo e ad averne meno paura; pensate sempre a Sakura, ormai abituata in famiglia a sentirsi compatire tanto da detestare la cosa, che senza neanche pensarci mente riguardo al suo ricovero minimizzandolo, per evitare che anche Haruki finisca col rattristarsi (salvo poi ammettere la bugia con il suo diario per non perdere contatto con la realtà).


Personaggi - Haruki


Se da una parte abbiamo una ragazza con poco tempo a disposizione e tanta voglia di dargli tutto il significato possibile, dall'altra abbiamo un ragazzo con tutta la vita davanti e un'apatia tale da fargli buttare via questa ricchezza come se invece non avesse valore, come se potesse non essere mai troppo tardi per cambiare: potrebbe sembrare una contrapposizione fin troppo costruita ma in realtà anche qui abbiamo un personaggio vero e ricco di emozioni, ed etichettarlo semplicemente come apatico sarebbe ingiusto.


Haruki, al di là dei suoi silenzi e del suo amore per la solitudine, ci lascia subito intravedere un'inaspettata profondità grazie alla sua passione per i libri, fonte inesauribile di avventure, sentimenti e riflessioni; la domanda da porsi è: perché cerca queste cose nei libri e non nelle altre persone?

Anche se non ha il coraggio di ammetterlo apertamente (dice che per lui è un hobby cercare di indovinare quello che le persone pensano di lui), Haruki ha paura di confrontarsi con gli altri, cosa che evidentemente gli pesa come un vero e proprio giudizio: per questo evita di dare relazione agli altri e ignora sia i tentativi di avvicinamento, sia le critiche e le antipatie.


Certo l'innesco della loro storia sta nel ritrovamento del diario ma è proprio l'incredibile distacco mostrato da Haruki nonostante il drammatico segreto scoperto a spingere Sakura verso di lui, e se in seguito lei non avesse trovato dietro a tale apparente distacco una personalità più interessante e gentile, non credo che avrebbe continuato a cercarlo.

Probabilmente Sakura avrà pensato inizialmente che lui, con la sua insensibilità, avrebbe potuto offrirle l'occasione di condividere delle esperienze senza correre il rischio di sentirsi commiserata, e  poi, conoscendolo, potrebbe aver avuto il desiderio di mostrargli come la vita meriti sempre di essere vissuta appieno perché quello che gli altri pensano di noi diventa un giudizio solo se come tale lo vediamo, ma in realtà può portare soprattutto amore e amicizia, e perché non possiamo mai sapere quanto tempo avremo a disposizione (concetto introdotto dalla sua malattia e rimarcato dal suo omicidio).


Se Sakura è la messaggera portatrice del significato dell'anime, Haruki è la rappresentazione dello spettatore, di colui che deve essere raggiunto dal messaggio e intraprendere il proprio percorso di cambiamento; in questo caso tale percorso sarà intenso e nascosto al pari dello sviluppo dei suoi sentimenti, ma comunque rivelato da alcuni dettagli:


- Prima di tutto, pur non avendo mai fatto amicizia con nessuno, si lascia coinvolgere da Sakura e inizia a passare del tempo con lei invece di rimanere solo.


- Mentre sono al ristorante lui racconta, chiaramente avvilito dietro a una maschera di indifferenza, di non essersi mai interessato agli altri, ma dopo che Sakura lo interrompe indispettita dicendogli di essere interessata, riparte con un tono sempre pacato ma più allegro e scherzoso.


- Mentre sono in viaggio sul treno confida a Sakura il suo nome, cosa a cui sembra dare un grande valore e che probabilmente non aveva mai condiviso con nessuno.


- In albergo resta scioccato nel vedere la gran quantità di palliativi presenti nella borsa di Sakura, segno che anche lui si sta preoccupando per qualcuno.


- Quando in hotel Sakura gli illustra la propria richiesta sia in caso di obbligo, sia in caso di verità, sembra che lui voglia evitare l'imbarazzo della risposta («Dovrai dirmi tre cose che trovi carine in me.») ma la rapidità con cui le si avvicina e la fermezza con cui poi la prende in braccio, tradiscono sia il suo bisogno di esternare un sentimento crescente e ancora poco chiaro, sia il semplice desiderio di contatto, forse mai avuto, con un altro essere umano.


- Davanti all'ultima domanda («Se ti dicessi che ho paura di morire, cosa faresti?») ripiega sull'obbligo come se volesse nuovamente evitare la non facile risposta ma questa volta la sua pausa di riflessione lascia intuire come abbia voluto far decidere lei, mostrando così un'attenzione probabilmente mai riservata a nessuno prima.


- Al rientro a casa, prima di salutarsi, ammette di essersi divertito: quasi di sicuro una nuova prima volta anche questa, così come il suo cambio di look e la speranza di sentirsi richiamare al cellulare quanto prima.


- Quando Sakura lo invita a casa, inizialmente esita, segno che i dubbi esternatigli da Kyouko sulla sua adeguatezza come amico hanno suscitato una reazione, reazione che di per sé indica interesse (se non avesse avuto a cuore il benessere di Sakura non si sarebbe posto il problema).


Fino a qui abbiamo visto il progressivo cambiamento di Haruki sempre e solo in funzione dello sviluppo della sua relazione con Sakura, da ora in poi invece i loro sentimenti andranno stabilizzandosi e quanto imparato da lei lo aiuterà ad aprirsi anche ad altre amicizie: possiamo notare la prima novità mentre si reca all'appuntamento cui Sakura non giungerà mai, incontrando Issei che inscena il suo solito rituale di socializzazione offrendo una gomma, questa volta però, l'offerta sempre distrattamente rifiutata viene accettata di buon grado.


Successivamente, durante la scena al cimitero dopo i titoli di coda, vediamo Haruki e Kyouko ormai diventati amici proprio come desiderato da Sakura e riceviamo un ulteriore rinforzo al concetto di come la vita possa inaspettatamente riservare anche belle sorprese, scoprendo che proprio Kyouko e Issei (non esattamente due caratteri compatibili da quel che era stato lasciato intuire dall'anime) si sono messi insieme.

Fine


Significativa ed emozionante anche la scena con la madre di Sakura, perché grazie alle pagine del diario abbiamo finalmente conferma di tutte quelle cose che avevamo solo potuto intuire, e sulle parole della toccante lettera d'addio vediamo una bellissima scena, delicatamente disegnata ispirandosi alle illustrazioni un po' naif del Saint-Exupéry e animata con un azzeccato effetto passo uno, che mostrandoci i protagonisti tra astri e asteroidi ci ricorda le importanti analogie nelle tematiche trattate da Kimi no Suizou wo Tabetai e Il Piccolo Principe (libro preferito di Sakura che raccomando di leggere a chiunque non l'abbia ancora fatto, principalmente perché è un capolavoro ma anche per capire meglio l'anime).





Grazie a Dynit e Vita Da Otaku.



Kimi no Suizou wo Tabetai
movie - 2018 Estate - 1 episodi
Un timido e "banale" studente delle scuole superiori ritrova per caso il...
LaBancah Sensei Dal punto di vista tecnico diciamo, sono d'accordissimo. La regia non è perfetta ma è decisamente buona, anche se decisamente troppo standard per i miei gusti(per standard intendo che hanno osato davvero poco, sono rimasti in un'area di sicurezza per tutto il film per poi uscirne nella maniera secondo me peggiore con la scena finale fatta in cg che a mio parere è davvero inguardabile e imbarazzante. Da un film così apprezzato mi sarei sinceramente aspettato una regia al livello di Koe no Katachi o Kimi no na wa, che anche se odio a morte non posso non ammettere che la regia è davvero stupenda e ispirata).
Mostrando inizialmente la morte di Sakura nemmeno io penso abbiano sbagliato, alla fine sarebbe stato inevitabile in ogni caso e quindi questa scena non dà fastidio, anzi integrare la storia come una specie di flashback del protagonista è una scelta interessante. La morte di Sakura da parte di un'assassino invece è una forzatura che si vede da un miglio lontano, tu dici che è stato mostrato preventivamente nei notiziari che in quella zona si erano verificate violenze, ma l'unica parte in cui compare un notiziario è alla fine in cui danno la notizia della morte di Sakura.
Si viene a creare una situazione romantica del tutto innaturale secondo me, perchè semplicemente: Sakura si comporta in modo che lui si innamori di lei(impossibile negarlo, continua a farlo e rifarlo), ma poi quando sembra che ormai loro due si stiano per baciare(nella scena a casa di sakura) lei si tira indietro, pretendendo di scherzare, sarà stato per paura del fatto che lei sia malata e non vuole approfondire il rapporto, ma in tutto questo ci ha insegnato che è molto brava a giocare con i sentimenti altrui, e lui da di matto buttandola sul letto e bloccandola, perchè? Non ne ho idea, ma se dovendo mettere in conto tutte le possibili cause direi che era troppo eccitato per lasciar perdere haha. Scherzi a parte dovendo parlare di Sakura, come ho detto prima io la interpreto come un personaggio in parte negativo, che gioca con i sentimenti di Haruki, per questo si è guadagnata il mio odio, però accettando la malattia si rivela certo una persona forte, però i suoi "sentimenti" verso la malattia non vengono approfonditi abbastanza, mi spiego meglio: Sakura ha paura della malattia, però dopo averlo ammesso una volta sola con una frase sola, la cosa viene totalmente abbandonata e non c'è nessun altro monologo oppure dialogo che approfondisca questa paura, stessa cosa parlando del dolore che dovrebbe provare incondizionatamente, dolore fisico, inevitabile per un malato terminale, lei deve prendere molte pillole e medicinali diversi, probabilmente per attutire il dolore(sono solo congetture e può non essere così, non sono una persona che lavora nell'ambito e quindi posso fare solo congetture), però questo dolore non viene mai mostrato. Prendono troppo sottogamba la malattia e quasi non la fanno pesare se non all'inizio quando loro fanno il patto "Fino alla mia morte", in cui Haruki si impegna ad assecondarla fino a quando non sarebbe morta.
Haruki invece È un personaggio costruito in modo da essere contrapposto a Sakura. I disagi e paure nascono in genere da esperienze passate che hanno segnato in qualche modo la vita di una persona, nessuno diventa apatico in un modo così estremo senza un motivo, Haruki invece lo è senza un motivo. Si fa coinvolgere da Sakura perchè come detto da lui stesso, lui non si interessa alle persone fino a quando non sono loro a coinvolgerlo, invece il fatto che il nome del protagonista ci venga detto solo alla fine, e che quindi per tutto il film l'unico a conoscerlo è Sakura è collegato alla fine, per dire che visto che si chiamano rispettivamente Sakura(fiori di ciliegio) e Haru(albero), il destino li ha fatti incontrare, quando ho scoperto questa motivazione futile mi sono seriamente messo a ridere. Quando Sakura lo invita a casa lui non esita, c'è uno stacco netto, dopo la frase "Allora vieni a casa mia" ci portano direttamente a casa sua.
Questo è più o meno tutto quello che avevo da dire, al di là delle imprecisioni, e di alcune parti che sembrano parte di una specie di tesi di psicologia(e penso anche che siano solo ipotesi e congetture fatte da te), la recensione è ben fatta e si lascia leggere tranquillamente, soprattutto con le ost di devilman crybaby che sto ascoltando io in questo momento hahahahaha(non c'entrano niente ma son belle e le ascolto, soprattutto il remake di devilman no uta, che adoro in una maniera assurda)

4 mesi fa
Kami Nami Riguardo a iniziare l’anime con il funerale:

Adesso dici che non ti sembra sbagliato e anzi lo trovi interessante ma nel tuo post c’è scritto che rende l’anime estremamente prevedibile. Forse è qualcosa che ha scritto il tuo amico? Io non pubblicherei a mio nome pensieri di qualcun altro che per di più non condivido, e se proprio dovessi farlo specificherei il mio dissenso, comunque questa è una cosa tra voi due.



Riguardo alle scene che accompagnano la lettura del diario e della lettera di addio:

- Se trovi quella della lettera di addio inguardabile nel senso brutta, che non ti piace, non ho niente da ridire sui tuoi gusti; se la trovi imbarazzante nel senso tecnicamente scadente, come ho già fatto notare nel post lo stile grafico è ispirato alle illustrazioni del libro, quindi il risultato è voluto e non dovuto a una realizzazione scadente, e l’animazione simile allo stop motion vuole probabilmente dare un effetto retrò visto che il libro è degli anni 40. In ogni caso non eri te quello che aveva fatto un post su come gli anime andassero guardati con il cuore e non giudicati in base alla realizzazione grafica?

- Nel tuo post la scena in cui viene letto il diario viene anche definita un riassunto inutile e monotono, ora, se la trovi monotona, di nuovo niente da ridire, ma mi pare che ai fini della storia e dei personaggi sia piuttosto utile perché non si limita a riassumere ma aggiunge dei pensieri di Sakura che altrimenti non avremmo conosciuto:

- Era stata attirata dall’atteggiamento taciturno di Haruki già prima di farne la conoscenza.

- Riesce a rilassarsi solo con lui (che non la commisera).

- Ammette di aver mentito riguardo al motivo del proprio ricovero.

- Dice che in ospedale stava ballando per scacciare la paura e che la nasconderà agli altri indossando una maschera (per non farsi commiserare); io trovo che questo sia un bellissimo monologo in cui la sua paura viene approfondita, mentre nel tuo commento al mio post hai scritto che di questi monologhi non ce ne sono e sotto al tuo post hai scritto che oltre alla scena dell’albergo questo argomento non viene più toccato.

- Racconta di essere stata felice della visita all’ospedale al punto di piangere e di essersi sentita sollevata grazie al suo interesse per lei.
Racconta, ricordando la serata dei fuochi, di essere stata così felice del suo interesse per lei da non essere riuscita a crederci.
Dice che il suo diario è un regalo per lui (segno che intende affidare a lui il ricordo della sua vita). Dice infine di aver pensato spesso di essere innamorata di lui e di aver avuto la sensazione che tutta la sua vita fosse stata un’attesa del loro incontro… non esattamente i tipici pensieri di una ragazza che vuole giocare con i sentimenti altrui, mi pare.

- Racconta di aver intuito come lui considerasse il proprio nome la porta che avrebbe aperto agli altri la possibilità di esprimere giudizi su di lui e il suo stupore conferma la correttezza di questa intuizione.
Racconta di come avesse capito che l’origine dell’insicurezza di Haruki nel dare sfogo ai suoi sentimenti fosse causata dalla paura di perderla, e il sospiro sorridente di lui ci fa ancora capire che la deduzione di lei era giusta.



Riguardo all’omicidio precedente a quello di Sakura:

- A 19:00 della versione sub ita (non so se nella dub ita la voce dell’annunciatrice è stata doppiata) quando Haruki torna a casa, sua madre è alla televisione e passa la notizia di una donna morta in seguito a accoltellamento.



Riguardo all’esitazione di Haruki quando viene invitato a casa di Sakura:

- A 48:30 Sakura propone di andare a casa sua una prima volta e lui non risponde facendo finta di essere distratto.

- Subito dopo Sakura propone di nuovo di andare a casa sua, lui questa volta guarda proprio dall’altra parte (gesto comunemente associato al voler evitare l’argomento di conversazione) e rifiuta con la scusa banale che la casa di lei è nella direzione opposta alla propria.

- Infine dopo averlo ammorbidito con il discorso sui libri, lei lo trascina a casa sua senza neanche dargli il tempo di accettare o rifiutare.

- Sei liberissimo di credere che il regista abbia immaginato Haruki realmente distratto, realmente preoccupato per la distanza tra le loro abitazioni e realmente incapace di esprimere un chiaro assenso ma per quanto mi riguarda sono segni inequivocabili di esitazione.



Riguardo alla causa dell’esitazione di Haruki:

A 52:35 mentre sono a casa e lei lo abbraccia lui ripensa alle parole di Kyouko (non si rivede la scena ma si sente la voce di lei e penso che questo sia stato mantenuto nel doppiaggio italiano ma non si sa mai). Anche qui sei liberissimo di pensare che quelle parole gli siano venute in mente lì per lì, ma per me ci stava evidentemente rimuginando da quando gli erano state rivolte.



Per tutte le altre cose che hai trovato insensate o banali nell’anime non ho niente da ridire, sono i tuoi gusti e non sarò certo io a ritenerli sbagliati, perché nessun gusto personale lo è, tuttavia alla fine non mi pare né di essermi inventato niente, né di aver tirato a indovinare.

In ogni caso le mie opinioni sugli aspetti psicologici, sanitari e sentimentali non sono e non vogliono essere la verità assoluta, ma sono comunque le opinioni di uno che: da vent’anni lavora in psichiatria (ritardo mentale e disturbi pervasivi dello sviluppo sono la mia area specifica, quindi il comportamentismo è il mio pane quotidiano); si occupa di emergenza sanitaria in area critica; si occupa di assistenza domiciliare a malati oncologici (principalmente pediatrici ma non solo); anche qualcos’altro di cui non intendo parlare ma di cui puoi farti facilmente un’idea.

Spero tu apprezzi il tempo che ho speso per questa risposta, non l’ho speso né per contraddirti, né tantomeno per cercare di avere ragione ma solo per rispetto verso il tempo che hai speso a tua volta e per quello che è poi il motivo per cui scrivo su social anime: la condivisione di vedute.
Sono convinto che conoscere il punto di vista di altre persone sia un arricchimento per chiunque, che si parli di anime come di cose più importanti, e quindi, pur sapendo di non essere chissà quale cima di persona, cerco di fare la mia parte.

4 mesi fa