Prefazione

Salve a tutti,

oggi, sono felice di inaugurare questa mia nuova rubrica, dedicata al mondo dei manga (o fumetti giapponesi); questi ultimi, non sono da considerarsi come un mero medium, ma anche come una delle tante discipline artistiche (tra cui, oltre alle più conosciute, anche l’animazione e il videogioco).

Devo essere sincero, non pensavo di iniziare portando un’opera così “particolare”, tuttavia tenendo conto della sua pubblicazione -relativamente- recente (finito di leggerlo giusto pochi giorni fa), e degli innumerevoli spunti di riflessioni che questa ha da offrire, ho deciso di darle la priorità di “analisi”; senza ulteriori indugi, vi presento:

Sore wa Tada no Senpai no Chinko

Il pene del senpai

(storia e disegni, di Youichi Abe)

Premessa: vista la lunghezza dell’articolo, chiedo venia se mi è sfuggito qualche errore.

ATTENZIONE: in questo articolo sono presenti degli spoiler che potrebbero compromettere la vostra eventuale lettura dell’opera.


Trama

In un mondo surreale, dove i peni possono essere amputati senza complicazioni (addirittura, ricrescere), e vengono usati come oggetto di consumo o “animali da compagnia”, ci ritroviamo con sei storie, sei ragazze, sei approcci diversi verso il pene e gli eventuali rispettivi proprietari, dalla timida studentessa che non riuscendo a dichiararsi al senpai della quale è innamorata, decide di prendergli il pene per usarlo come “feticcio” per le sue fantasie (puntualizzo, non sessuali), alla ragazza che decide di raccoglierne a centinaia per il gusto di collezionarli.


Personaggi

Premettendo che non tutti i personaggi verranno citati (ciò a seconda del loro ruolo/importanza nell'opera, ma anche per ridurre eventuali spoiler in questa sezione):

- Sakashita, è la prima ragazza che ci viene presentata, e come già vi ho anticipato, è una persona timida, incapace di esternare direttamente i suoi sentimenti verso colui di cui è innamorata, usando invece il suo pene come “feticcio”;

- Chika, la seconda ragazza, non ha alcun interesse nel creare una relazione affettiva, preferisce piuttosto dedicarsi al collezionare i peni di tutti gli uomini con cui viene in contatto, dai suoi compagni di scuola ai colleghi/superiori di lavoro;

- Michie, la terza ragazza, è fidanzata con un ragazzo, ma all’ennesimo tradimento da parte di quest’ultimo, decide di concludere la relazione, prendendosi però il suo pene, convinta che questo non lo tradirà mai;

- Aizawa, la quarta ragazza, in un momento di “incontinenza”, un pene “parassita” (appartenente al suo amico, Kato) si incolla al suo pube, costringendola ad affrontare le innumerevoli problematiche fisiologiche ad esso correlate;

- la quinta ragazza (di cui non ho riscontrato un nome), dopo ad aver ottenuto un pene vero, si sbarazza del suo vibratore, e questo, dopo essere entrato in contatto con delle sostanze tossiche, diventa uno pseudo-pene gigante, che divora tutti i peni degli uomini che si ritrova dinanzi;

- Yajima, la sesta ragazza, desidera avere un figlio, tuttavia non è interessata ad avere una relazione affettiva con un ragazzo e al matrimonio, ma la sua visione verrà messa in discussione nel momento in cui si approccerà con il senpai Saito e il suo pene;

- Suda, è il proprietario del negozio di ghigliottine per l’evirazione, è un personaggio ricorrente, che presta a suo modo aiuto e consiglio ad alcune delle ragazze protagoniste.


Disegno

Nel complesso, lo stile è molto semplice, a tratti rozzo e con linee visibilmente imperfette (con continuità e spessori variabili), con un uso relativamente limitato dei retini e una prevalenza dell’uso della tratteggiatura: tutto ciò, probabilmente, allo scopo di consentire al lettore di seguire l’opera con un ritmo di lettura sostenuto, dove le espressioni e i gesti sono di veloce recezione.

Nello specifico, per le “scene chiave”, l’autore invece dimostra di riservare una maggiore cura per i dettagli, al fine di esaltarne l’atmosfera.


 AVVISO: in queste parti sono presenti spoiler di numero e di entità maggiori, se temete il rischio di compromettere la vostra eventuale futura lettura dell’opera, potete direttamente passare alla sezione “Conclusioni”  

Interpretazioni

Con queste premesse, la tendenza è quella di non nutrire aspettative sulla presenza di tematiche interessanti/significative, dove viene naturale chiedersi “che genere di messaggio può contenere una raccolta di storie, di stampo comico, ove queste girano attorno alla figura del pene?” … ebbene, per quanto esse possano suscitare ilarità, queste intrinsecamente contengono una serie di messaggi tutt'altro che divertenti, dove la comicità è lo zucchero che tenta di nascondere l’amarezza della pillola; per ogni storia, possiamo dire che vi sia un’interpretazione (con alcune similitudini con le altre), e in seguito vi riporterò brevemente ciò che personalmente sono riuscito a scorgere:


1°: feticcio e deviazione affettiva (parte I)

Con Sakashita debutta la prima tematica, ovvero l’incapacità di avviare una relazione diretta con la persona di cui è innamorata, riuscendo ad esternare i suoi sentimenti solo verso il pene (che oltretutto, viene sottratto al suo proprietario senza farsi scoprire) piuttosto che alla persona, “inscenando” una pseudo-relazione con questo, parlandoci, portandolo al bar per un appuntamento, passeggiando, guardando film, dormendo insieme … fino ad arrivare alla scena del bacio … è evidente che la situazione le sia sfuggita di mano, in quanto nella sua mente il pene del senpai viene associato al senpai stesso, e nel momento in cui il pene verrà a mancare, piuttosto che riflettere, correggere questa sua deviazione e farsi avanti, preferirà procurarsene uno nuovo.

2°: nichilismo e consumismo sfrenato (caso I)

Chika è probabilmente uno dei personaggi più controversi dell’opera, ammette che moltissimi ragazzi gli piacciono (probabilmente, un sentimento vago, indefinito e superficiale), ma con essi non instaura una relazione affettiva, interessandosi solo a prendere i loro peni, per collezionarli; se di per sé, nell'incipit, l’evirazione di massa per un così frivolo sentimento/desiderio può già apparire come un segno del nichilismo e di un consumismo sfrenato (essa stessa, testuali parole, ha affermato che il pene è “[…] una sorta di bene di consumo”) anche pregno di egoismo, si trova conferma di quanto controversa sia questa mentalità nella sua applicazione, quando la ragazza decide di procurarsene così tanti da poter riempire la vasca, per farvisi un bagno, inizia tuttavia a capire, sul momento, come il calore “affettivo” potesse influenzarla più del calore dei peni di cui lei era dipendente, mettendo in crisi la sua visione materialistica della realtà.

3°: egoismo e incapacità di accettare “il tutto” (caso I)

Michie, sebbene abbia una visione ben più razionale della sorella maggiore (quest’ultima, vede nell'evirazione la prevenzione dal tradimento -e la sua scena esemplificativa è “abbastanza” brutale-), sostiene che a tradire è la mente dell’uomo e non il suo pene, tuttavia anche lei si lascia andare in una deviazione affettiva simile a quella di Sakashita, con la differenza che il pene diventa il sostituto, un entità estranea al corpo originale e da esso indipendente, capace a differenza del suo ex-ragazzo di garantirgli la tranquillità e la sicurezza di non essere tradita; ma facendo così non tiene conto della sua natura e dei sentimenti del suo ex, e proprio per questo, ne pagherà le conseguenze, dove solo alla fine capirà che il suo è stato un gesto dettato dall'egoismo e dall'incapacità di accettare i lati negativi intrinseci.

4°: (in)educazione sessuale ed empatia

Seppur con un’impronta più comica che “psicologica”, al di là della natura da “mettersi nei panni degli altri”, la storia che vede coinvolta Aizawa mette in luce una realtà silente: quella dell’educazione sessuale.

Nonostante la sua età (si presume sia una studentessa delle superiori), sembra non disporre di moltissime informazioni sulla natura del pene (e anche su quella dell’organo femminile, esterna una velata incertezza, sintomo di un’attività di informazione non esaustiva), e questa sua mancanza viene a suo modo colmata attraverso il sostegno dell’amico Kato, dove per quest’ultimo, sono stati il tempo e “l’esperienza diretta” ad averlo formato.

Sembra una tematica banale, ma l’educazione sessuale non è una questione da sottovalutare, perché dalla nostra naturale ignoranza, acquisiamo una coscienza del nostro corpo e di quello dell’altro sesso, della sua natura e delle relative problematiche, che non può far altro che aiutarci per la salute individuale e collettiva.

5°: nichilismo e consumismo sfrenato (caso II)

Seppur con una nota stravagante (aggettivo, a mio dire, riduttivo), anche la storia di questa ragazza ha come base il consumismo sfrenato, ai nostri occhi l’oggetto viene svalorizzato nel momento in cui viene meno la sua funzione o quando qualcosa di migliore lo sminuisce per prestazioni, dove la tendenza è quella di non riconoscerne, a posteriori, l’utilità che questo ci ha dato in passato.

6°: egoismo e incapacità di accettare “il tutto” (caso II)

La giovane studentessa Yajima, nonostante la sua età, desidera avere un figlio, ma è restia a sposare colui che ne sarebbe il padre, in quanto crede che quest’ultimo non possa garantirgli l’affetto che lei agogna; in questo caso, vi è anche un accenno al nichilismo-consumismo, dove il pene viene visto come un mezzo per il fine, e che il suo proprietario viene definito cinicamente appetibile per i propri caratteri fisici-genetici, trascurando la persona nella sua complessità. Alla fine, si ritrova a prendere una decisione importante, scegliere tra il pene del ragazzo che le interessava e il ragazzo stesso che, dopo le continue evirazioni, è costretto a vivere senza il suo pene e la possibilità di procreare.

Finale: feticcio e deviazione affettiva (parte II)

Ritorna in primo piano la storia Sakashita, che nel frattempo ha continuato a sottrarre il pene al suo senpai, finché anche a quest’ultimo non è smesso di ricrescergli; come se non bastasse, si ritrova nello scenario più tragico che potesse capitare: il ragazzo di cui era innamorata, muore in un incidente, e lei si ritrova in mano il suo ultimo pene. In questa occasione, avrà da riflettere, sui suoi sentimenti nei confronti del senpai e sulla relazione pene-persona:


“Il pene del senpai è tale solo se esiste il senpai […]”




Impressioni personali

Se devo essere sincero, al di là del lato tecnico (i disegni) che non mi è dispiaciuto affatto, ho apprezzato molto quest’opera, nonostante il fattore “comico” sia rilevante, arrivato alla fine mi sono reso conto che queste storie trasudano, intrinsecamente, di una retorica alquanto profonda, critica su molte questioni anche attuali; personalmente, non mi sono scandalizzato dell’uso della figura del pene, perché oltre ad aver svolto al meglio il suo ruolo di “figura chiave” per le varie tematiche (talvolta, ad esso correlate), in diverse circostanze mi ha strappato una risata, a mio dire, necessaria in quell'atmosfera a tratti deprimente, scaturita dallo scorgere i sintomi di una società dai valori controversi e assai discutibili. 


Conclusioni

“Il pene del senpai” è un’opera con un’impostazione grafica semplice che, nonostante le apparenze e la sua natura comica, tra una gag e l’altra, cela in sé molti spunti di riflessione su tematiche attuali (non circoscritte al solo Giappone).

Consiglio questo manga, innanzitutto esclusivamente ad un pubblico maturo*, nello specifico, a chi cerca un’opera con un marcato fattore comico, ma con un lato psicologico ad esso associato.

Nel caso siate interessati, potete acquistarlo dal MangaStore di SA, cliccando qui.


*Nota: attenzione, non è da fraintendersi “maturo” con “maggiorenne”.




La lettura del manga, e la conseguente stesura di questo articolo, è stata resa possibile grazie alla pubblicazione in Italia del suddetto da parte della "J-Pop".


Le immagini interne al manga, presenti in questo articolo sono state prese da Internet e opportunamente modificate (con anche la rimozione del testo).


Diarmuid Ua Duibhne Purtroppo mi sono dovuto fermare prima dello spoiler perchè ero interessato a leggerlo anche io. Solo dalla descrizione delle diverse ragazze è possibile fare qualche ragionamento un po' più approfondito legato non solo al personaggio in se ma a delle situazioni che esistono e possono accadere realmente. Appena riesco cerco di leggerlo potendo così leggere il continuo e darti le mie impressioni. Ottimo l'inizio di questa nuova rubrica e davvero molto interessante. Grazie Alexius 🙂
3 mesi fa
Alexius de Parthenope @Alessandro: grazie, spero di riuscire a portare avanti questa rubrica pubblicando altri articoli su opere altrettanto interessanti. Attendo con piacere le tue impressioni su questo manga 😉
3 mesi fa