Prefazione

Per questo articolo, devo fare una premessa di carattere personale: non sono un appassionato di opere che portano come tematica l’omosessualità (shounen ai, shoujo ai, yaoi, yuri), un po’ per un disinteresse personale sull'argomento, ma soprattutto per il timore di imbattermi in opere dove a farne da padrona è la passionalità sfrenata (e il sesso), dove pensieri, riflessioni e introspezioni sono limitati o assenti.

Questo manga è stato uno tra i miei primi, genuini e spontanei approcci sul tema dell’omosessualità, e a catturare il mio interesse non è stato solo lo stile di disegno, ma il fatto che si trattasse di un’autobiografia, quindi una storia vera narrata in prima persona (caratteristica che a mio parere, è un valore aggiunto). Senza dilungarmi oltre, vi presento:

Sabishisugite Lesbian Fuzoku Ni Ikimashita Report

La mia Prima Volta - My Lesbian Experience with Loneliness

(storia e disegni, di Kabi Nagata)

Premessa: vista la lunghezza dell’articolo, chiedo venia se mi è sfuggito qualche errore.

ATTENZIONE: in questo articolo sono presenti degli spoiler che potrebbero compromettere la vostra eventuale lettura dell’opera.


Trama

Tratta dalla serie originale che la protagonista-artista originariamente aveva pubblicato su Pixiv (comunità online di artisti), come si evince dal titolo, parla della sua prima esperienza sessuale; nonostante la copertina possa suscitare -erroneamente- il pregiudizio di un’opera esclusivamente incentrata sul sesso (nella sua forma passionale/”profana”), gran parte del contenuto non si sofferma su di esso, bensì sulle sue premesse, sulla nascita e lo sviluppo di una vicenda tutt'altro che felice, di una giovane donna giapponese che, dopo aver lasciato l’università, cercherà di restare a galla in un mondo difficile, frenetico e pieno di incertezze, tra lavori part-time, una famiglia che non le fornisce un valido supporto morale, ansia, depressione (disturbi alimentari ed autolesionismo), una costante ricerca della propria identità e indipendenza, nonché del suo posto nella società, e una "fame di affetto" che finirà per spingerla a contattare un servizio di escort lesbo, con cui appunto consumerà, la sua prima volta.


Disegno

L'opera, un volume unico, ha una struttura yonkoma o 4-koma ("di 4 vignette"), e la prima peculiarità che salta all’occhio, è la presenza del colore rosa (oltre al classico nero-bianco), che interessa gran parte delle scene del manga, e che a suo modo rende l’atmosfera più vivace e intima. Nel complesso, lo stile adottato dall’autrice è molto semplice, sia per i personaggi che per gli ambienti, consentendo una veloce recezione, che in qualche modo bilancia la costante presenza di balloon a scopo didascalico-introspettivo.


 AVVISO: in questa parte sono presenti spoiler di numero e di entità maggiori, se temete il rischio di compromettere la vostra eventuale futura lettura dell’opera, potete direttamente passare alla sezione “Conclusioni”  

Impressioni personali

In primis, ho apprezzato il fatto che in questa opera il rapporto sessuale, nonostante la sua rilevanza, non sia stato messo eccessivamente in risalto, dando invece moltissimo spazio ai fatti antecedenti all'evento (e anche a quelli post-rapporto), nonché a pensieri e riflessioni. 

Quella di Nagata è una storia che mi ha fortemente colpito, perché non si sofferma a parlare esclusivamente del suo orientamento sessuale, ma della sua vita in generale, a partire dalla fine del liceo - inizio università, di come sia caduta in depressione (trascurando anche la sua salute e igiene), della sua costante lotta nell'inserirsi nella società, di cercare un posto a cui appartenere e in cui sentirsi a proprio agio, e soprattutto di come, per molto tempo, abbia cercato di compiacere e ottenere la stima dei propri genitori, anche se ciò significava ignorare i propri sentimenti e ideali.

Per quanto concerne la presa di coscienza della sua omosessualità, l’ho trovata interessante, perché non l’ha posta solamente sul “mi eccitavo alla vista delle ragazze nude” e punto e basta, ma lei stessa si è messa a ragionare su come il suo orientamento abbia avuto origine, partendo anche dal suo complesso per la madre, e su come sia sviluppato in modo graduale, fino a portarla a mettersi in contatto con un’agenzia di escort lesbo.

Sul rapporto sessuale, devo ammetterlo, sono rimasto sorpreso, perché al contrario delle aspettative, il lato erotico della scena non mi è sembrato molto marcato, anzi, a momenti l’ho trovata divertente (come quando la escort asserisce di non riuscire a trovare il suo imene, e si mette a cercarlo, come dice l’autrice, “come se stesse rovistando in una borsa”), e insieme alla goffaggine della protagonista, al suo disagio e ai suoi pensieri, mi ha fatto invece percepire un’atmosfera "dolce-amara".

Altrettanto interessante è la sua presa di coscienza, nel post-rapporto, sul fatto che l’educazione sessuale scolastica non sia stata efficace nell'attività di informazione, e di come avesse sviluppato delle aspettative fuorvianti sul sesso, basandosi su doujinshi erotici (ovvero, sugli hentai ), mettendo in risalto la tematica della disinformazione.


Conclusioni

“La mia Prima Volta - My Lesbian Experience with Loneliness” è un’opera autobiografica che, nonostante l’impostazione grafica semplice, riesce a coinvolgere il lettore, introducendo sia il tema dell’omosessualità sia portando a riflettere su questioni come la depressione e l’indipendenza.

Consiglio questo manga, innanzitutto ad un pubblico maturo*, e non solo a chi è appassionato di “letteratura omosessuale”, ma anche ad eventuali interessati che vorrebbero approcciarsi a questa tematica, attraverso opere più introspettive che passionali.

Nel caso siate interessati, potete acquistarlo dal MangaStore di SA, cliccando qui.


Inoltre, se volete dare un’occhiata all’opera originale da cui è tratto il manga, potete visitare il profilo Pixiv dell’autrice **, cliccando qui.



*Nota 1: attenzione, non è da fraintendersi “maturo” con “maggiorenne”.

**Nota 2: se volete accedere a tutti i suoi contenuti, dovete registrarvi al sito e abilitare l’accesso ai contenuti “R-18”.




La lettura del manga, e la conseguente stesura di questo articolo, è stata resa possibile grazie alla pubblicazione in Italia del suddetto da parte della "J-Pop".


Le immagini interne al manga, presenti in questo articolo sono state prese da Internet e opportunamente modificate.


Diarmuid Ua Duibhne E' un manga che mi ha particolarmente colpito ma che non ho ancora avuto modo di acquistare. Essendone interessato mi son dovuto fermare prima della parte spoiler. Spero il prima possibile di reperirlo e poterne discutere insieme 🙂
3 mesi fa
Kami Nami Vista la mia passione per lo yuri non posso che vergognarmi del fatto di aver scoperto questo manga solo ora con il tuo articolo; anche io mi sono fermato visto che l'ho subito messo in ordine in fumetteria (non solo perché è uno yuri con ottime premesse ma anche perché mi fido molto del tuo giudizio).
In attesa di leggerlo e condividerne le impressioni mi permetto di consigliarti un altro yuri in volume unico: mushrooms girls in love (un fantasy molto originale e con una storia davvero ricca).

3 mesi fa
Alexius de Parthenope @Alessandro: attendo con piacere le tue impressioni su questo manga 😉

@Kami: Ti ringrazio per la tua considerazione, e attendo con piacere le tue impressioni 😉 Grazie per il consiglio, lo avevo adocchiato tra gli annunci della J-pop, e leggendo la sinossi mi ha intrigato, credo che lo prenderò appena avrò fatto mente locale sulle uscite del mese di Luglio 🙂

3 mesi fa
Kami Nami Finalmente lo ho letto e le aspettative non sono state disattese, anzi: mi aspettavo un manga, per quanto inerente tematiche di mio interesse, tradizionale, invece si è rivelato qualcosa di straordinario e, credo, irripetibile.
Ho letto materiale didattico meno chiaro e meno incisivo di questo autoritratto di Kabi Nagata, in cui disegni e annotazioni flash riescono in un istante a far comprendere al lettore le cause, lo sviluppo e le conseguenze dei devastanti stati d'animo dell'autrice.

Ogni società ha i suoi pregi e i suoi difetti e qui siamo in molti ad amare il giappone ma mi chiedo: a quante persone potrà succedere una cosa del genere, magari anche in altri paesi? Quanti sono i fortunati che riescono a uscirne grazie a una valvola di sfogo di qualunque tipo e quanti invece vivono una vita incatenata fino alla fine dei loro giorni?
"La mia prima volta" è una storia che mi ha stupito e a tratti divertito senza mai diventare noiosa o pesante, una storia che mi ha preso a pugni nello stomaco salvo poi cullarmi in un caldo abbraccio, ma queste domande l'hanno resa, almeno ai miei occhi, costantemente velata di pessimismo, nonostante rappresenti un messaggio di speranza.

Grazie Alexius per avermi fatto conoscere questo racconto (ho difficoltà a etichettarlo semplicemente come manga o come yuri), lo raccomando caldamente a chiunque, indipendentemente da gusti, età, genere o orientamento, perché come dicevo, non si tratta di una storia solo da leggere ma da vivere leggendola.

Se qualcuno sapesse di una edizione italiana del seguito in forma di romanzo, "My solo exchange diary", per favore lo faccia presente qui nei commenti.

2 mesi fa
Alexius de Parthenope @Kami: Mi fa piacere che quest’opera ti sia piaciuta 🙂

In effetti, ho avuto non poche difficoltà a scrivere questo articolo, non per il contenuto in termini di quantità e/o entità, piuttosto perché rileggendola più e più volte, ho compreso che si può godere di quest’opera solo leggendola di persona, avendo la sensazione che ciò che scrivevo, per analogia, sarebbe stato come raccontare di un bellissimo viaggio a qualcuno “vergine” di questa esperienza, impossibilitato nel riuscire a trasmettere efficacemente e pienamente le sensazioni che da esso sono scaturite, nel mentre e nel dopo.

Anche io sono interessato al sequel, ho visto che hanno già pubblicato entrambi i volumi in lingua inglese, e spero che a portarlo in Italia sia sempre la J-Pop.

2 mesi fa