Oogiri

(storie di NisiOisiN)

Premessa: vista la lunghezza dell'articolo, chiedo venia se mi è sfuggito qualche errore.

ATTENZIONE: in questo articolo sono presenti degli spoiler che potrebbero compromettere la vostra eventuale lettura dell’opera.


Prefazione

A distanza di mesi dal mio ultimo articolo a tema manga, oggi ho deciso di portarvi un’opera particolare.

Per chi non lo conoscesse, NisiOisiN (conosciuto anche semplicemente come Nisio ) è un novelist e gensakusha, autore di diverse opere, tra cui anche i popolari Medaka Box e Monogatari Series.

“Oogiri” non è il classico manga: si tratta di un’antologia composta da 9 one-shot (racconti autoconclusivi), tutti scritti da Nisio, ma ognuno, disegnato da un diverso mangaka.

Per ogni racconto, ho scritto una breve sinossi (senza spoiler –escluso il settimo one-shot, che è un caso particolare-), un accenno al lato tecnico e una parte in cui ho riportato le mie interpretazioni/impressioni (spero che quelle sui temi più delicati, non vi risultino troppo "fuorvianti" xD).



Musume-iri Hako

La ragazza nella scatola

(disegni di Akira Akatsuki -Medaka box-)

Trama:

In un giorno di pioggia, Heitarou, un ragazzo autodichiaratosi delinquente, si imbatte in una scatola con all’interno una bambina, e incapace di lasciarla in balia degli eventi, decide di prendersene cura. Nonostante la responsabilità di cui si è fatto carico, riesce ad accudirla, e ignaro della sua identità, decide di chiamarla Hako (letteralmente “scatola”); scopre inoltre che la scatola in cui si trovava è in grado di materializzare qualsiasi cosa si desideri, a patto che l’oggetto sia più piccolo del contenitore. La vita del giovane duo scorre tranquilla, fino a quando un misterioso uomo bussa alla loro porta …


Disegno:

Nel complesso a livello qualitativo, l’ho trovato discreto-buono, sia per i personaggi che per gli ambienti; in termini di dettagli, si riscontra un notevole contrasto tra gli sfondi delle vignette ambientate all'esterno (con inquadrature a campo medio/lungo) e quelle ambientate in ambienti chiusi (appartamento di Heitarou).

 [POSSIBILI SPOILER]  

Interpretazione e riflessioni:

Cosa ci ho visto in questo racconto?

Altruismo

In un mondo spesso teatro di atti di indifferenza e in cui incombe lo spettro dell’individualismo sconsiderato, risulta utile ricordarci su quali valori è nata e si è sviluppata la società umana, e tra questi, l’altruismo è sicuramente uno dei più importanti e significativi. Ciò non si palesa solo con Heitarou che porta a casa con sé la bambina (che comunque è un gesto di un certo "peso"), ma nel mantenere il suo senso di priorità: nonostante lui ottenga un mezzo che potrebbe usare, o addirittura abusare, per il proprio tornaconto personale, decide di impiegarlo per il bene di Hako (cibo, vestiti, giocattoli, accessori, etc.).


RKD-EK9

(disegni di Takeshi Obata -Hikaru no Go, Death Note, Bakuman-)

Trama:

Dopo anni di studi, è stata scientificamente dimostrata l’esistenza del Paradiso, un luogo a cui le anime dei morti possono accedere se durante il corso della loro vita hanno compiuto buone azioni. Tuttavia, nonostante la sensazionale scoperta, è stato anche riscontrato che nessuno nell'arco di decenni è riuscito ad accedervi, e l’umanità, sconfortata da tale dato, ha abbandonando l’idea di ambirvi. Kenbayashi è uno studente che, seppur non disponga dei requisiti, desidera ardentemente trovare un modo affinché chiunque possa accedere al Paradiso: con l’appoggio della sua compagna Chinoike e della kouhai Boukoku Kamayude, riuscirà nel suo intento?


Disegno:

A livello qualitativo, nel complesso è a livello buono-ottimo, sia per gli sfondi/ambienti che per i personaggi. Oltre alla presenza di due stili di disegno (il secondo, impiegato solo per esporre i livelli del Paradiso, è più dettagliato-realistico rispetto al primo riguardo l’anatomia dei corpi), è da sottolineare la gestione delle ombre sui volti: nelle prime scene la loro assenza rende le facce assai pallide, ma con il successivo utilizzo, questo contrasto riesce a evidenziare il cambio dell’atmosfera, nonché ad esaltare le espressioni e le emozioni dei personaggi.

 [POSSIBILI SPOILER]  

Interpretazione e riflessioni:

Cosa ci ho visto in questo racconto?

Svalutazione della vita e del merito

Perché della vita? Kenbayashi dimostra di non avere interesse nelle questioni terrene, anzi …

“Il Paradiso è un luogo meraviglioso. Perché dovrei essere costretto a trascorrere la mia intera esistenza in questo mondo di second’ordine?”

È vero, in certe circostanze la vita ci risulta dura, addirittura crudele (anche se, non di rado, l’origine o la concausa di tale condizione è umana), e per quanto sia comprensibile cercare una soluzione, non ritengo che la morte sia la migliore da scegliere (n.d.a. per essere chiari, dal discorso vengono omesse tutte quelle questioni più complesse e/o delicate). In questo racconto l’esistenza del Paradiso viene data per scontata (ovviamente per la costruzione della storia stessa), ma nella nostra realtà, dove nulla è appurato e ci affidiamo alla mera fede, questo salto nell'ignoto viene giustamente visto come un azzardo, nonché come un atto sconsiderato in cui si ignora il potenziale della vita stessa.


Perché del merito? È un tema controverso, soprattutto se posto in certe circostanze e contesti, ma in questo caso, almeno dal punto di vista personale, sento che ciò a cui Kenbayashi ambisce è sbagliato: il Paradiso, concepito come luogo destinato a coloro che hanno fatto del bene, viene reso accessibile a chiunque attraverso l’assunzione di un banale farmaco. Non importa che uno si sia limitato a sporadici atti pseudo-filantropici (volti più a soddisfare il proprio ego che a fare il bene altrui), che abbia commesso degli omicidi, o che addirittura abbia condotto uno sterminio di un intero popolo … una manciata di pillole di quel farmaco e anche il peggiore degli esseri umani, causa di innumerevoli e indicibili sofferenze, si trova allo stesso livello di chi ha dato parte del suo tempo, delle sue risorse, della sua vita per il bene di chi gli era vicino, della comunità o anche dell’intera umanità.


Nani made nara Koroseru?

Fin dove potresti spingerti a uccidere?

(disegni di Akihisa Ikeda -Rosario + Vampire-)


Trama:

“Fin dove potresti spingerti a uccidere?”

Mentre giocavano nella sabbionaia, Reika pone questa domanda a Kyu, interrogandosi fino a quale categoria di esseri viventi si è disposti ad accettarne la sua uccisione. Insetti, pesci, anfibi, rettili, uccelli, piccoli mammiferi, esseri umani … quando il senso di colpa e la propria etica impediscono di negare il diritto alla vita? Per Reika, il limite più difficile da superare sarebbe quello degli umani, asserendo invece di non aver problemi ad uccidere un cane. Gli anni passano, e dopo un lungo periodo in cui Kyu l’ha evitata, i due si rincontrano casualmente; lei, trovandosi in difficoltà, gli chiede di aiutarla a sistemare una pesante scatola …


Disegno:

In questa antologia, è sicuramente uno degli one-shot che dimostra di avere un alto livello di qualità: anatomia dei personaggi ben definita, sfondi realistici, in generale, molta cura per i dettagli. In termini di inquadrature, si spazia dal campo medio/lungo fino ai primi e primissimi piani, arrivando addirittura al particolare (visuale su un solo occhio, o su entrambi); ombre e luci vengono gestite eccellentemente in modo da risaltare l’atmosfera della scena e/o lo stato d’animo dei personaggi, con singolari casi in cui vi è un uso abbondante e netto del nero per evidenziare le espressioni più tese/cupe.


 [POSSIBILI SPOILER]  

Interpretazione e riflessioni:

Cosa ci ho visto in questo racconto?

Il valore della vita

Inizialmente, per come si presenta questa storia, viene da pensare che la base su cui poggia sia su un criterio puramente antropocentrico: l’uomo che è in cima alla piramide (in cui egli stesso vi si è posto), concedendosi inoltre il diritto di poter decidere, a proprio piacimento, le sorti delle specie che stanno nei gradini sotto di lui. Per fortuna, sul finale riesce a ribaltare questa concezione.

La demolizione del dogma sulla superiorità: ci ripetiamo spesso come l’uomo, grazie alla sua intelligenza, si sia fatto strada nella brutalità della natura e di come la propria società sia progredita, inventando e realizzando innumerevoli cose che ci rendessero la vita più semplice, sicura e agiata. Rimarcare unicamente questi elementi per la tesi sull'esaltazione della figura umana risulta fazioso, e pertanto è necessario porvi un’antitesi. E quale sarebbe? Lo sfruttamento e le azioni irresponsabili nei confronti delle specie “sottostanti” a noi. Per come stanno le cose, non ci possiamo rendere indipendenti dalla natura (di cui noi stessi facciamo parte), e sicuramente non può che giovare avere la consapevolezza che la nostra esistenza sia sullo stesso piano di altre specie, e che se si abusa della propria intelligenza per compromettere negativamente l’equilibrio dell’ambiente, quindi a scapito anche della propria specie, beh, il termine “superiore” non gli si addice poi così tanto …

Il valore non sta nella specie in sé, ma nella sua influenza e nel contesto; ovviamente questo racconto è un’iperbole, ma rende l’idea: un essere vivente che danneggia sé stesso e/o gli altri, non può essere considerato allo stesso livello di chi invece, oltre al proprio sostentamento, contribuisce a rendere sano e vivo l’ambiente in cui egli stesso vive.


Hanger Strike!

(disegni di Teppei Fukushima -Samurai Usagi, Amaryllis-)

Trama:

Tsukiko è una giovane atleta che partecipa al torneo di karate, sempre più vicina alle finali grazie alla sua serie di schiaccianti vittorie. Tuttavia, sente di non averne il pieno merito, in quanto la divisa e la tuta che indossa sono state appositamente create per potenziare le prestazioni fisiche, aumentandone sia la forza di attacco che la difesa. In un ambiente sportivo dove si vince con la tecnologia, il desiderio di Tsukiko è di poter un giorno combattere e vincere onestamente con le sue genuine abilità, senza l’ausilio di dispositivi. Viene a sapere che alla finale dovrà confrontarsi con Suminaga, un’atleta che non fa uso di karategi speciali: quale sarà l’esito dello scontro?


Disegno:

Rispetto agli altri one-shot, risalta molto la semplicità della struttura anatomica, in cui si percepiscono alcuni tratti tipici dello stile super deformed (chibi ). Due punti sono evidenziare: l’uso sapiente dei retini nei momenti più significativi (mentre Tsukiko, sotto la doccia, rivela il suo ideale o quando sferra il suo ultimo colpo alla finale) e la resa del movimento in alcune scene, per esempio, il primo pugno Tsukiko contro Suminaga, con un mix tra linee di contorno discontinue e linee d’effetto.

 [POSSIBILI SPOILER]  

Interpretazione e riflessioni:

Cosa ci ho visto in questo racconto?

La forza di un’ideale

Già dalle premesse, si può scorgere come in questo ambiente il lato sportivo, nei suoi valori, sia corrotto, con la mancanza di rispetto verso sé stessi e verso gli avversari. Tsukiko è la figura che meglio rappresenta l’ipocrisia di chi, consapevole della situazione, vorrebbe cambiare le cose secondo ciò che ritiene giusto, ma che nel concreto, per mancanza di una ferrea volontà, continua a lasciarsi trascinare da quella stessa corrente da cui vorrebbe uscire, arrivando ironicamente pure a lottare attivamente contro chi quello stesso ideale lo ha messo in pratica (anche se è chiaro che la foga nel combattimento ha origine anche dalla sua frustrazione, scaturita dall'illusione di non poter esercitare ciò nella quale lei crede). 

L’esito dello scontro è un segno di come quel sistema, dove domina la tecnologia più avanzata (e più dispendiosa), sia stato vinto da quello che è il vero protagonista dello sport: l’atleta.


Koi Aru Douguya

Un amorevole rigattiere

(disegni di Aiji Yamakawa -Stand Up!-)

Trama:

Tra gli alti e moderni palazzi, spicca un piccolo negozio, gestito da un misterioso venditore. Shimane Tatenori è un giovane studente che decide di recarvisi per cercare un oggetto in grado di conquistare l’affetto della ragazza di cui ha una cotta, Mawari Yokoi, una sua compagna di classe. Il venditore gli consiglia il “Loveless ring”, un anello demoniaco con il potere di far ammaliare chi lo indossa; tuttavia il risultato non è garantito, e in caso di fallimento, il portatore sarà colpito da una maledizione che lo porterà a odiare per sempre il proprietario dell’anello.

Tatenori, seppur consapevole del rischio, avrà il coraggio di consegnare l’anello alla ragazza di cui è innamorato?

Disegno:

A livello qualitativo, nel complesso è a livello buono, sia per gli sfondi/ambienti che per i personaggi. Escluse alcune scene, la struttura è prevalentemente regolare, con ben tre pagine che presentano la medesima configurazione (tre vignette chiuse, sviluppate in larghezza, di eguali dimensioni e disposte in parallelo -fa molto "yonkoma" ... mhhh, "sankoma"?-), e alcune pagine peculiari con sfondo completamente nero o occupato da retini. 


 [POSSIBILI SPOILER]  

Interpretazione e riflessioni:

Cosa ci ho visto in questo racconto?

Fiducia in sé stessi

Avere appresso certi oggetti (ad esempio amuleti), per diverse persone è di grande aiuto sul piano psicologico, in quanto possono rassicurare o inspirare fiducia, “scacciare” cattivi pensieri o attenuare l’ansia. Al di là della convinzione che si può avere sulla presenza di forze mistiche connesse a tali oggetti, ritengo comunque che il vero promotore sia l’individuo stesso. Il desiderio di avvicinarsi e legarsi a Yokoi, continuando a interagirvi per tutto il tempo, è proprio di Tatenori, e il risultato che ha conseguito non è dovuto a un qualche intervento alla “deus ex machina” da parte dell’anello, ma alle sue azioni: siamo gli artefici del nostro stesso destino.


Off-side wo Oshiete

Insegnami il fuorigioco

(disegni di Atsushi Nakayama -Nejimaki Kagyuu, Traumeister-)

Trama:

Ito è uno studente del terzo anno, ex membro del club di calcio, impegnato a studiare per gli esami, ma la sua quotidiana tranquillità viene sconvolta quando una sua compagna di scuola, Ofusa, insiste che gli insegni in cosa consiste il fuorigioco. Nonostante le spiegazioni, Ofusa continua a non comprenderlo, e non riuscendo a trovare altro modo di esprimerlo a parole, Ito decide di passare alla pratica e di portarla sul campo da gioco per mostrarglielo dal vivo.


Disegno:

Nel complesso a livello qualitativo, l’ho trovato buono-ottimo sotto tutti gli aspetti; le peculiarità di questo one-shot sono le figure slanciate dei personaggi, le linee di contorno molto spesse e, visto il contesto sportivo (quindi, dinamicità), la resa del movimento, grazie al mix tra linee di contorno e linee d’effetto, e in alcune scene, anche attraverso le giuste inquadrature. Vi è anche una sapiente resa dell’atmosfera: per fare un esempio, l’uso marcato del nero come colore di sfondo durante il passaggio tra Ito-Ofusa, riesce a descrivere perfettamente la tensione di quei secondi decisivi.


 [POSSIBILI SPOILER]  

Interpretazione e riflessioni:

Cosa ci ho visto in questo racconto?

Difficoltà di comunicazione

Vi siete mai fermati a riflettere su cosa state cercando di comunicare al destinatario? Se le parole utilizzate sono le più idonee? Se il metodo impiegato per spiegare qualcosa sia appropriato alle capacità di recezione e comprensione di chi ascolta? Se quel che dici è quel che pensi?

Viene dato per scontato, ma il mondo dietro alla comunicazione è molto complesso, innumerevoli sono i fattori in campo e interessano sia il mittente che il destinatario. Vi è inoltre la differenza tra la spiegazione teorica e quella pratica: non sempre discutere in astratto porta a una chiara comprensione, poi se l’interlocutore usa termini complessi e/o costruisce le frasi in modo intricato e astruso, non c’è da sorprendersi se anche un concetto semplice rischia di non essere compreso. Far assistere o addirittura far partecipare attivamente, è una buona soluzione, che consente di superare gli ostacoli linguistici e/o il gap di conoscenze, limitando la difficoltà per lo più alla relativa capacità cognitiva.


Un’ultima cosa … ma Ofusa era in fuorigioco!!!! ( ಠ˰ಠ)


AVVISO: questo racconto riporta gli eventi finali dell'opera "Juuni Taisen" (link, quindi se non lo avete guardato o pensate che la lettura di questa sezione possa rovinare la vostra eventuale futura fruizione dell'opera, potete saltare al prossimo one-shot. 

Doushitemo Kanaetai Tatta Hitotsu no Negai to Wari to Sou demo Nai 99 no Negai

Il desiderio che voglio si realizzi a tutti i costi e i 99 di cui mi importa relativamente

(disegni di Hikaru Nakamura -Arakawa Under the Bridge, Saint Young Men-)

Trama:

Alla fine della guerra dei dodici, Nezumi ne è uscito vincitore, e come tale ha diritto di esprimere un desiderio, senza alcuna limitazione. Essere ricco? La felicità? L’immortalità? Un harem? Il tempo scorre, innumerevoli sono i desideri che gli vengono in mente, ma nessuno sembra convincerlo, quando per le conseguenze indesiderate che essi potrebbero provocare, quando per la loro insignificanza. Quale sarà il desiderio di Nezumi?


Disegno:

Ad eccezione delle prime due pagine (più dettagliate e ricche di sfumature), nel complesso a livello qualitativo, l’ho trovato discreto-buono, sia per i personaggi che per gli ambienti. Ha una struttura regolare, con un mix tra vignette chiuse e aperte. La peculiarità di questo one-shot è sicuramente la doppia pagina che ha come sfondo Nezumi mentre riflette sui possibili desideri che vorrebbe esprimere, i quali sono riportati in sovrimpressione.

Interpretazione e riflessioni:

Cosa ci ho visto in questo racconto?

Consapevolezza di ciò che si desidera

Desiderare qualcosa è molto facile, ma bisogna essere coscienti di ciò che effettivamente si vuole, del percorso che bisogna seguire per ottenerlo e delle conseguenze che interessano sia la propria persona che gli altri. In questo one-shot vengono tirati in ballo diversi dei desideri più “classici”, con tanto di relative “antitesi”, di cui alcune anche intrise di una pungente ironia. Avere denaro, amici, una fidanzata … al di là dell'aspetto etico (se si desidera l'amicizia o l'affetto, si otterrebbe tramite una "coincidenza" o una "inconscia costrizione"?), diversi di essi non sono irrealizzabili, ma appaiono come tali, per la pigrizia e la mancanza di una ferma volontà di soddisfarli.


Bokura wa Zatsu ni wa Manabanai

Non impariamo in modo triviale

(disegni di Mizuki Kawashita -Ichigo 100%, Te to Kuchi-)

Trama:

“[…] sapevi che il sudore degli ippopotami è rosa? […]”

Con questa frase, inizia l’avventura dei due giovani studenti, Hakase e Joshuko, catapultati nel continente africano tra panorami mozzafiato e vari pericoli, con lo scopo di cercare la verità sulla suddetta affermazione.


Disegno:

In termini di qualità, sia per i personaggi che per gli ambienti, lo ritengo a un livello buono-ottimo, con una varietà di tipi di inquadrature che spaziano dal primissimo piano al campo lungo e lunghissimo, con quest’ultimi che mettono in risalto il paesaggio naturale nella sua vastità e bellezza. La struttura è prevalentemente regolare, con un'ampia presenza di vignette aperte.


 [POSSIBILI SPOILER]  

Interpretazione e riflessioni:

Cosa ci ho visto in questo racconto?

Approccio alla conoscenza e (ri)scoperta della realtà

Da una parte l’ingenuità di Joshuko, dall’altra lo scetticismo di Hakase.

Forse lo ignoriamo, ma spesso quel che facciamo è limitarci a “essere imboccati”: giornali, libri, tv, internet … Questi mezzi ci permettono di acquisire informazioni in varie forme, quali più e quali meno, comodamente e velocemente, di eventi che si sono verificati dall’altra parte del mondo o di nuove scoperte avvenute in qualche riservato laboratorio.

In tutto ciò vi è un rischio. Quale? Quello di accettare acriticamente tutto. Un ipse dixit 2.0.

Cosa fare allora? Mettere in discussione tutto e tutti, nonché sé stessi: essere curiosi, non fermarsi alle apparenze, osservare, analizzare, studiare, essere aperti di mente nonché al dialogo.


Tomodachi Inai Doumei

La lega dei senza amici

(disegni di Renjuro Kindaichi -Jungle wa Itsumo Hare Nochi Guu, Liar x Liar, La La La-)

Trama:

Mozuko e Kotone, compagne di classe nonché vicine di banco, hanno stretto un accordo: aiutarsi a vicenda e conversare tra loro a patto di non diventare amiche. Dall'arrivo a scuola al breve intermezzo tra una lezione e l’altra, dalla pausa pranzo alla fine della giornata scolastica, le due studentesse si intrattengono parlando del più e del meno.


Disegno:

Con una struttura a “gabbia regolare”, in questo one-shot, ad eccezione della prima pagina (più dettagliata e ricca di sfumature), lo stile predominante è quello semplice, sia per gli ambienti (il più delle volte sostituiti, nelle vignette, da semplici retini per rimarcare l’atmosfera comica) che per i personaggi (con espressioni e movenze di rapida recezione). A livello qualitativo, l'ho trovato discreto.


 [POSSIBILI SPOILER]  

Impressioni:

Tra le storie di questa antologia, questa è sicuramente la più “leggera”, e al di là dell’intrattenimento per il lato comico di alcune scene, intrinsecamente non vi ho trovato un qualche significato "impattante", riscontrando al massimo, qualche frecciatina sui temi delle conversazioni e qualche accenno all'ipocrisia della relazione tra le due protagoniste. Personalmente, proprio su quest'ultimo punto, ovvero la superficialità dei rapporti interpersonali, scaturiti più dall'avversione alla noia o per un'egoistica esigenza che per genuino interesse di natura sociale, avrei preferito un maggiore e più marcato sviluppo.



Impressioni generali


Personalmente, ho apprezzato molto la lettura di questa opera, in primis perché la sua natura di antologia ha spezzato la mia monotonia nella fruizione di serie a volumi (la lunghezza ridotta delle storie mi ha permesso di focalizzarmi di più su ciascuna di esse), poi per la varietà di temi trattati e di talenti coinvolti, e tutto ciò, racchiuso in un unico volume.

A livello generale sono rimasto soddisfatto, tuttavia non posso negare che l’ultimo racconto non mi abbia appagato pienamente, in quanto rispetto agli altri l’ho trovato un po’ “loffio”.

L’edizione nostrana nel complesso mi è piaciuta, soprattutto per i due inserti con i disegni a colori delle copertine di tutti gli one-shot; tuttavia, non è esente da alcune pecche, tra queste, qualche sporadica discutibile scelta di adattamento e un errore nel titolo della copertina in bianco e nero del quinto racconto.

Come voto, tenendo conto di tutti i fattori tecnici e delle mie impressioni personali, ho deciso di dargli 8+.


Conclusioni

“Oogiri” è un’antologia intrigante, in grado non solo di intrattenere ma anche di fornire diversi spunti di riflessione su varie tematiche (vita, morte, ideali, etc.).


Consiglio questo titolo non solo agli appassionati delle opere di Nisio, ma anche a chi cerca “qualcosa di diverso dal solito” e a chi vuole comodamente, in un solo volume, esplorare vari stili di disegno di mangaka diversi. 


Nel caso siate interessati, potete acquistarlo dal MangaStore di SA, cliccando qui.





La lettura del manga, e la conseguente stesura di questo articolo, è stata resa possibile grazie alla pubblicazione in Italia del suddetto da parte della "J-Pop".


Le immagini interne al manga, presenti in questo articolo, sono state prese da Internet o direttamente tramite scannerizzazione della copia fisica, ed opportunamente modificate.