Koisuru Kiseichuu

Parasite in Love

(storia di Sugaru Miaki, disegni di Yuuki Hotate)

Premessa: chiedo venia se mi è sfuggito qualche errore.

ATTENZIONE: in questo articolo sono presenti degli spoiler che potrebbero compromettere la vostra eventuale lettura dell’opera.


Trama

Kengo Kosaka, ventisettenne disoccupato, soffre di misofobia, condizione per cui è indotto a adottare misure igieniche esagerate in modo ossessivo, incidendo negativamente sulla sua vita. Una sera, un uomo misterioso di nome Izumi suona alla porta del suo appartamento, minacciando di denunciarlo alla polizia per aver creato e diffuso un malware; a patto di non segnalarlo alle autorità e di fornirgli un appropriato compenso, Izumi vuole che entri in contatto con una persona, Hijiri Sanagi, con lo scopo di diventare suo amico. Kosaka, con sua sorpresa, scopre che l’obiettivo della sua missione è una giovane adolescente: riuscirà ad avvicinarsi a lei e a scoprire il motivo per cui ha smesso di frequentare la scuola?


Disegno

In generale, in termini di qualità dei disegni l’opera è a un livello buono-ottimo, sia per i personaggi che per gli ambienti, anche se per alcuni aspetti, la cura riservata ai dettagli non è costante (ovviamente escludendo le scene chiave, volutamente irregolari per dar loro un maggiore impatto).

La struttura è regolare, con un mix tra vignette chiuse e aperte, mentre in termini di inquadrature, si spazia dal campo lungo-lunghissimo ai primi-primissimi piani, arrivando talvolta pure al particolare-dettaglio.

(nota personale: soffermandomi sullo stile di disegno dei personaggi, l’ho trovato vagamente rassomigliante a quello di Yoshitoshi Abe. Hotate pare essere un autore abbastanza elastico in termini stilistici, ad esempio un'illustrazione di qualche anno fa invece ricorda Range Murata).


Fun fact: all'interno dell'opera appare il "Museo parassitologico di Meguro", una struttura che esiste realmente (link).


Edizione

Edita in Italia tramite J-Pop, la serie è composta da tre volumi, reperibili sia singolarmente sia tramite collection box; ogni libro, oltre ad includere una rispettiva postfazione sia del mangaka che dell’autore (scrittore già conosciuto per Il prezzo di una vita - I sold my life for ten thousand yen per year.” ), è dotato di sovracopertina, e il primo volume ha le prime pagine in carta patinata a colori.

Personalmente, tenendo in considerazione i vari elementi, ritengo l'edizione nostrana di buona-ottima qualità (nota personale: se non fosse che la colla a un lato del cofanetto ha già iniziato cedere ...).


 AVVISO: in questa parte sono presenti spoiler di numero e di entità maggiori, se temete il rischio di compromettere la vostra eventuale futura lettura dell’opera, potete direttamente passare alla sezione “Conclusioni”. 

Riflessioni e impressioni personali

Uno dei principali temi dell’opera è la genuinità dell’amore.

In questo caso, a far sorgere la questione, come a tratti sembra voler suggerire il titolo, è la presenza dei parassiti nei corpi dei protagonisti, che peraltro hanno portato allo sviluppo di fobie e disturbi di vario genere (sul finale, il rapporto tra l’organismo intruso e l’ospite appare a tratti più simbiotico che parassitario); il tema è interessante, e in base all’interesse del lettore, può espandersi non solo verso un approfondimento del mondo e della natura dei parassiti (magari non consigliabile a chi è suggestionabile/ai deboli di stomaco) ma eventualmente anche sulla “scienza dell’amore”, ovvero sui meccanismi biologici e chimici e su come questi si traducono nell’ambito dei comportamenti e della socialità degli individui.


A livello di struttura e narrazione, ci sono dei punti che mi hanno fatto storcere il naso:

- primo tra tutti, la parte in cui il protagonista viene messo al corrente sul parassita che lo infetta dal professor Urizane, il nonno di Sanagi, nel secondo volume: il ritmo viene rallentato di molto da ricorrenti spiegoni/info-dump (già presenti nel primo volume, seppur in forma ed entità minori), e quel che a mio parere ha peggiorato la situazione, è stato il cambio del narratore, dove le prime vicende vengono esposte non dal punto di vista di Urizane (come è legittimo pensare, e che di fatto avviene nella seconda parte del suo racconto) ma di quello del professor Kanroji, personaggio peraltro defunto, e che in assenza ad esempio della fruizione di un suo diario che poteva giustificare questa scelta, crea un certo distacco, andando a minare a suo modo l’armonia e la scorrevolezza della narrazione;

- Yumika Sakurai: fa la sua comparsa iniziale come commessa, e contrariamente alle aspettative, ritorna in scena più volte, presentandosi come un’aspirante psicologa e offrendosi di aiutare Kosaka, nonché rivelatasi essere la migliore amica della defunta figlia di Izumi … a mio dire è una presenza un po’ forzata, a causa della sua introduzione nelle vicende e del numero di elementi, oltretutto di un certo peso, che la legano agli altri personaggi;

- dettagli fumosi: ad esempio, nel caso di Kosaka, non si sa come ha fatto ad andare avanti, contando che è disoccupato e che alle normali spese (alloggio, viveri, etc.) si sommano anche quelle per le misure igieniche, che nel loro piccolo, tenendo conto dell’ossessione del protagonista, sicuramente incidono sul portafoglio; 

sospensione dell’incredulità che viene meno: arrivare alla conclusione, senza un’opportuna analisi medica, che Kosaka fosse affetto dal parassita e quindi che i sentimenti per Sanagi, e viceversa, non fossero spontanei e indipendenti? (nota personale: ci sarebbero anche altre cose da menzionare, ad esempio come abbia fatto Sakurai a dedurre che Kosaka fosse affetto da misofobia, ma data l'assenza di dettagli, per onestà preferisco non segnalarli sotto questo problema, rilegandole invece ai "dettagli fumosi");

Sul piano di certi dettagli, come già emerso anche nella sua precedente opera, ritengo che l’autore non sia riuscito del tutto nell’impresa di creare un solido “sfondo” per dare un lato credibile/reale tanto alle vicende quanto ai personaggi, proponendo invece qualcosa che a più riprese va a minare appunto la sospensione dell’incredulità del lettore.


Per quanto riguarda la storia sul piano sentimentale-drammatico, nel complesso non mi è dispiaciuta, anche per il tema di punta, la soprammenzionata genuinità dell’amore; il finale, per le ultime considerazioni di Sanagi, crea un gravoso alone di incertezza sul futuro dei protagonisti, una conclusione per cui tuttora non sono riuscito ad elaborare opinione, lasciandomi con un cruccio: sarebbe stato meglio un deciso “e vissero felici e contenti” (o in alternativa un epilogo tragico) oppure, come è stato fatto, qualcosa di indeterminato che oltre ad alimentare il dramma, non si abbandoni ad un banale ottimismo, rimanendo invece in un limbo e lasciando i possibili sviluppi all’immaginazione del lettore?


Come voto, tenendo conto di tutti i fattori tecnici e delle mie impressioni personali, ho deciso di dargli 7,5.


Conclusioni

“Parasite in Love” è un'opera di godibile fruizione, e al di là di qualche pecca e di alcune discutibili scelte narrative, offre diversi spunti di riflessioni su vari temi, dalla natura dell’amore al mondo dei parassiti.

Consiglio questo titolo a chi cerca una serie breve di genere sentimentale-drammatico, tenendo in considerazioni la vostra sensibilità verso toni e temi pesanti (fobie, disturbi, depressione … e anche di peggio).

Nel caso siate interessati, potete acquistarlo dal MangaStore di SA (il collegamento rimanda alla collection box, scrollando la pagina fino ai "prodotti correlati" potete trovare i tre singoli volumi).






La lettura del manga, e la conseguente stesura di questo articolo, è stata resa possibile grazie alla pubblicazione in Italia del suddetto da parte della "J-Pop".


Le immagini interne al manga, presenti in questo articolo, sono state prese da Internet, ed opportunamente modificate.


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