Alexius de Parthenope 2 mesi fa
Pareri a caldo sugli anime dell’estate 2022 [Parte 1]Per quelli che come me non seguono i simulcast, l’inizio di una nuova stagione anime significa l’inizio del recuperone dei titoli della season precedente, e in genere tendo a non dare molto spazio a ciò che penso degli stagionali, limitandomi semmai a scrivere qualcosa nelle “reaction”, ma a questo giro volevo provare a condividere le mie impressioni attraverso una raccolta di commenti a caldo più e meno corposi riguardanti le opere della scorsa stagione che al momento ho recuperato.

Prima di iniziare, per prassi devo premettere che a seguire ci sono degli spoiler di varia entità.

⚠️⚠️⚠️⚠️ SPOILER ⚠️⚠️⚠️⚠️

▪ “Kinsou no Vermeil”, non è la prima volta che approccio un’opera con un concept del genere, tra cui manga come “Ane Naru Mono” e “Akuma no Niizuma”, con una vaga aura da “oneeshota” (anche se ad esser pignoli questo protagonista non avrebbe esattamente l’aspetto di uno shota, ma vabbè …), tuttavia questa serie non mi ha preso molto, anzi, a una certa sono stato pure tentato di dropparla, tra uno sviluppo della trama abbozzata e una caratterizzazione dei personaggi a tratti superficiale (al di là della backstory finale su Vermeil, mi è rimasta indigesta la velocità e il modo con cui si è passati da quella che pareva una femme fatale a una pulzella vulnerabile -e il successivo alternarsi di questi suoi lati-, stesso discorso per la controparte maschile), una narrazione a tratti poco studiata (o almeno io non la reputo una trovata particolarmente intelligente introdurre platealmente un villain precludendosi un coinvolgente “nessuno avrebbe mai sospettato di lui”), scontri non particolarmente avvincenti (sbaglio o il protagonista sa solo far spuntare/sparare cristalli?) e un apparato tecnico che non riesce a controbilanciare le suddette pecche;

▪ “Prima Doll”, un’opera che ha per protagoniste dei robot e che mischia moe-CGDCT e dramma, tra la ricerca di un proprio ruolo nel mondo e gli strascichi della guerra, un buon concept ma in termini di realizzazione non mi ha completamente soddisfatto, in alcuni casi gli sfondi non mi sono sembrati particolarmente curati, incuria che ho riscontrato anche in altri piccoli dettagli (in una scena una delle protagoniste si accinge a scrivere e ancor prima che abbia iniziato si sente il suono della penna che scrive sul foglio), anche la scrittura non mi ha del tutto convinto, specie nell’alternarsi dei vari momenti (es. la tensione del cercare una persona scomparsa completamente dissipata da balli e canzoni in allegria); a quanto pare, trattandosi di un progetto multimediale, prossimamente uscirà una versione come visual novel, chissà se con questo tipo di media riusciranno a valorizzare pienamente l’opera sia visivamente che come narrazione …;

▪ “Soredemo Ayumu wa Yosetekuru”, un romakome a tema shogi abbastanza leggero con un apparato tecnico discreto-buono, non ho molto da dire se non che, pur con un modesto grado di apprezzamento verso l’opera in generale e la carineria di Urushi, delle varie trasposizioni delle opere di Souichirou Yamamoto che ho visionato questa è quella che mi ha preso meno in termini di intrattenimento-coinvolgimento;

▪ “Shadows House 2nd Season”, un buon seguito sia come trama che a livello tecnico (seppur con i suoi modesti alti e bassi), da lettore del manga devo dire di aver riconsiderato l’assenza della figura incappucciata nella prima stagione, un’anticipazione forse un po’ azzardata nel media originale (al contrario la scena introduttiva a villa Shadow nella S1 ce l’ho ancora legata al dito), e non ci sono dubbi che Maryrose-Rosemary (e nel suo piccolo anche Barbara-Barbie) siano state le stelle di questa stagione, un solido duo idealista avverso al sistema di villa Shadow ma dal lato calcolatore, disposte a tutto pur di raggiungere il loro obbiettivo;

▪ “Made in Abyss: Retsujitsu no Ougonkyou”, semplicemente meraviglioso, o come esclamerebbe un certo personaggio, “subarashii”, e da lettore del manga non posso negare di aver avuto gli occhi inumiditi fin dal primo episodio (bravissime Misaki Kuno e Yuka Terasaki nei ruoli di Irumyuui, Faputa e Vueko). Sul piano tecnico non c’è molto su cui disquisire, a parte la CGI che talvolta si fa sentire, il prodotto è di ottima qualità sotto più aspetti, dai fondali al character design e all’animazione, dalla musica agli effetti, e non solo. L’unico cruccio che mi ha lasciato questo sequel è la narrazione: rispetto all’opera originale questo adattamento è interessato da intrecci più consistenti, specie quello del primo episodio, di cui circa due terzi del minutaggio viene impiegato per introdurre i Ganja e la loro spedizione verso la Città Dorata, seguito poi da un efficace quanto poetico accostamento-transizione dell’entrata nell’Altare del Confine che si ricollega al viaggio di Riko e dei suoi compagni; se da una parte questa scelta spezza la monotonia narrativa, a suo modo bilanciando l’opera, e introduce quelli che saranno i protagonisti dell’Arco di Ilblu (con una visione che da Riko-Reg-Nanachi sembra passare a Vueko), dall’altra viene meno quell’esplorazione dell’ignoto fatta al fianco dei piccoli protagonisti, negando la possibilità anche a noi spettatori, al contrario dei giovani esploratori, di entrare nel villaggio del tutto ignari dei suoi abitanti e del passato; ah, poi un’altra cosa … il “Signore dell’Aurora”? Ma non era il “Signore dell’Alba”?!;

▪ “Engage Kiss”, una serie che aveva del potenziale in termini di trama e personaggi (e relative relazioni), ma al di là di alcune modeste eccezioni (Miles), non ho riscontrato quella profondità a livello di caratterizzazione, legami, sviluppi e world building tale da appassionarmi e provare un pieno coinvolgimento durante la fruizione dell’opera (è una mia impressione o il modo in cui è stato sconfitto il villain responsabile della perdita dei genitori di Shuu è stato fin troppo repentino e anticlimatico?), nemmeno il duo Shuu-Kirara mi è parso ben strutturato (anche sul piano sentimentale), le basi sì ci sono ma dall’infarinatura iniziale (lui che con una pragmatica indolenza cede i suoi ricordi, lei che si sente in colpa nel sottrare il suo passato e i suoi legami) non mi sembra ci sia stato un approfondimento che giustificasse in modo reciproco lo stato della loro relazione al di fuori del contratto, lasciandomi alquanto indifferente in certi momenti chiave, come quando questa gli restituisce i ricordi e gli dona i suoi;

▪ “Mamahaha no Tsurego ga Motokano datta”, un romakome dalle basi accattivanti (ora fratellastri, prima ex-fidanzati), sebbene su più aspetti abbia i suoi alti e bassi e non manchino degli elementi fumosi (perché i due protagonisti si mettono a litigare davanti ai genitori quando volevano dare loro l’impressione di andare d’amore e d’accordo? com’è che talvolta Yume sembra addolcirsi inspiegabilmente nei confronti di Mizuto nonostante l'astio verso di lui? perché lei dovrebbe aiutare attivamente Higashira nel mettersi insieme al fratellastro? secondo quale ragionamento Yume partendo da “a lui piacciono le ragazze che ridono” arriva a “il suo primo amore è stato sua cugina”?), è invece apprezzabile come sul finire sia stato dato un po’ di spessore al protagonista, aprendo una finestra sul suo passato che ne valorizzasse la caratterizzazione;

▪ “Kuro no Shoukanshi”, l'ennesimo isekai mediocre, una montagna russa sotto più aspetti (certe parti, per toni e sceneggiatura, l’ho trovate abbastanza stucchevoli se non imbarazzanti, e in alcuni frangenti ho avuto pure l’impressione di un “non adattamento”, come se il seiyuu del protagonista stesse raccontando le vicende leggendo l’opera originale), ci sono poi dei punti pochi chiari (se ha dato via i suoi ricordi per avere in cambio punti abilità, perché il protagonista ricorda degli elementi della sua vita precedente come il riso e i tatami? un reset parziale della mente o un dettaglio incoerente trascurato dagli autori?), e come apparato tecnico il prodotto in generale altalena sul discreto, sebbene in alcune occasioni raggiunga dei picchi aberranti (in certe scene di azione la CGI subentra prepotentemente, il che non sarebbe un grandissimo problema se fosse per il palese divario stilistico e per i primi piani sui modelli 3D dei personaggi).

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Avete visto uno o più dei succitati anime? Cosa ne pensate? Avete trovato ulteriori pregi e/o difetti? Condividete o dissentite su quanto ho espresso?

Nell’attesa di recuperare gli altri titoli che ho in lista per elaborare la seconda parte (e forse una terza) sugli anime dell’estate 2022, spero che questo post sia stato in qualche modo utile e che magari possa dar vita a qualche scambio di opinioni 🙂
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Filippo .\|| Mi trovi d'accordo praticamente su tutto, soprattutto per quanto riguarda Engage Kiss, vedendo i primi trailer sembrava qualcosa di figo e all'inizio era partito con delle buone premesse però purtroppo non sono state sviluppate al meglio.
Mamahaha no Tsurego ga Motokano datta invece ti dirò a me ha coinvolto molto, c'è dello spessore nei due protagonisti che non viene esternato direttamente ma si può comprendere via con l'opera, anche grazie a quegli elementi "fumosi" che descrivi (per esempio Yume non prova nessun tipo di astio, il suo è uno scudo per il comportamento distaccato di Mizuto, che infatti viene meno quando Mizuto si comporta in modo diverso; o anche che Yume non vuole aiutare Higashira in realtà, usa questa scusa per poterli tenere sott'occhio).

2 mesi fa
Alexius de Parthenope @Filippo: personalmente un po' di astio mi era parso di intravvederlo (magari sarebbe più corretto identificarlo come "attrito di fondo"), derivato dagli strascichi di quegli errori (incomprensioni e cieche gelosie) che avevano portato alla loro separazione, comunque non era mia intenzione sminuire eccessivamente il rapporto tra i due protagonisti, che ha un suo livello di complessità scaturito dalla loro relazione passata e dalla storia di Mizuto, semplicemente mi ha fatto strano vedere come in certe situazioni Yume, reduce di una separazione, sembra comportarsi così dolcemente verso il suo neo-fratellastro ignorando gli infelici trascorsi (come alla fine del secondo episodio dopo essere guarita dalla febbre).
2 mesi fa
Sorata Kanda @Alexius Devo ammettere che avrei preferito quel finale rispetto a quello che c'è stato. Continuo a trovare il rapporto con Kirara forzato, ma può essere un mio limite.


"“Lycoris Recoil” ho in programma di recuperarlo, seppur mi sia mantenuto a distanza dalle discussioni sull’opera per evitare spoiler, ho avuto l’impressione che in generale sia stato ben recepito, al netto del gruppo di invasati che si era riversato sul profilo twitter di uno degli sceneggiatori, insultandolo e minacciandolo perché non gli era andato a genio un certo elemento del finale"

Non sapevo nulla di tutto questo e ho letto solo ora qualcosa al volo. Ovviamente è una reazione da condannare, ma non mi stupisce sia successo, dato che altri prima di lui hanno avuto la stessa sorte (es. l'autrice di Domestic Girlfriend). Probabilmente ci sono ancora troppe persone che non capiscono che possono esprimere la propria opinione senza sfociare in abusi verbali.
A me il finale non è piaciuto al 100%, ma non mi sogno minimamente di augurare la morte a lui e alla sua famiglia.

2 mesi fa
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