Alexius de Parthenope 4sett
Pareri a caldo sugli anime dell’estate 2022 [Parte 3]Prima di iniziare, per prassi devo premettere che a seguire ci sono degli spoiler di varia entità.

⚠️⚠️⚠️⚠️ SPOILER ⚠️⚠️⚠️⚠️

▪ “Yowai 5000-nen no Soushoku Dragon, Iwarenaki Jaryuu Nintei”, non seguo molto l’animazione cinese ma ogni tanto mi capita di farci capolino, come è capitato in questo caso: una serie abbastanza simpatica e leggera al netto dell’accennato background drammatico della protagonista, un prodotto di discreta-buona fattura, non privo di pecche ma comunque a suo modo gradevole da seguire, sia visivamente che per la storia e il concept (drago fatto passare per una grave minaccia quando in realtà è debole e innocuo);

▪ “Yurei Deco”, un’opera per cui mi trovo in una certa difficoltà ad esprimermi, perché se da una parte contiene temi e messaggi importanti e di attualità (dipendenza dai social, manipolazione delle informazioni, ricerca della verità, disinteresse verso i problemi concreti in favore della vita virtuale, etc.) dall’altra ho avuto il ricorrente sentore che il prodotto poggi molto sull’eccentricità ma che di fatto sia incompleto, a tratti abbozzato, e che soffra di diverse pecche, dalla caratterizzazione delle protagoniste (Berry è decente ma Hack per me è solo una chiassona eccentrica, un duo poco equilibrato e con una “chimica” poco convincente -se non fosse per il ruolo e la differenza di screen time, come personaggio Finn la eclisserebbe-), alla trama (mettendo da parte certi sviluppi forzati -come i protagonisti che discutono in pubblico, dove chiunque li può sentire, su come la loro azione farebbe perdere il Love a tutto il quartiere-, il finale mi è sembrato alquanto anticlimatico, dopo tutte le problematiche che il gruppo di investigatori fantasma ha vissuto la risoluzione non è per niente soddisfacente, e non parliamo poi del ruolo acquisito da Hack …) fino al worldbuilding e alla realizzazione degli ambienti (la parte agiata della città non è altro che un gruppo di blocchi di grigio cemento a cui gli sono state appiccicate, talvolta pare a caso, delle sgargianti figure colorate -si poteva sfruttare meglio l’incontro tra realtà e digitale e la sua personalizzazione nella quotidianità, mostrato solo funzionalmente ma con poco impatto visivo-);

▪ “RWBY: Ice Queendom”, in passato per pura curiosità mi ero visto un paio di episodi della serie originale però ho finito per metterla da parte (complice anche la CGI), ma con l’uscita di questo adattamento “canon adjacent” (praticamente un inizio canonico con sviluppi ed elementi inediti che possono ben aderire al materiale originale?) e visto il coinvolgimento dello studio Shaft, ho deciso di dargli una possibilità, anche per verificare se riesce a tenersi in piedi come entità a sé, senza richiedere la visione dell’opera originale. Proprio su quest’ultimo punto, ahimè, il prodotto non brilla dall’inizio alla fine e anzi vede nel terzo episodio -a mio avviso, il peggiore di tutti- un abisso qualitativamente imbarazzante, dove in quei poco più di venti minuti vengono condensati svariati eventi, cambi di umore delle protagoniste e introdotti dei personaggi secondari (uno in particolare, Penny, in un modo abbastanza forzato), il tutto con un ritmo vertiginoso e una sceneggiatura non all’altezza degli episodi sia precedenti che successivi (vedesi la scena dello scontro sulla nave, iniziata e finita in quattro e quattr'otto, mostrando poco e nulla), e per altro questo da solo fa da spartiacque tra l’introduzione e l’arco principale che vede al centro dell’attenzione Weiss, con di fatto un lasso di tempo estremamente ridotto per legare le protagoniste e dare alle suddette e ai relativi legami una base per un valido quanto maggiore impatto nella risoluzione del problema. Per il resto, al netto di peculiari impostazioni registiche (splitscreen) e di un accattivante concept di fondo sulla “Regina di Ghiaccio” (esplorazione della mente attraverso il mondo onirico), il prodotto sul piano tecnico l’ho trovato tra il discreto e il buono, una montagna russa su alcuni punti, che altalena da scene belle anche come disegni e animazioni ad altre più mediocri e un po’ piatte (s’intende visivamente ma anche come impatto, come la scena degli ultimi colpi delle quattro protagoniste inferti contro l’ultimo Grimm-Incubo);

▪ “Isekai Meikyuu de Harem wo”, ennesima serie che mi ha lasciato interdetto: da una parte abbiamo un comparto tecnico tutto sommato buono, nel complesso con scene curate nei disegni e nei dettagli sia per ambienti che personaggi, con anche alcuni guizzi di creatività inaspettati (come quando Michio entra per la prima volta nella città di Bale, con la camera in movimento sul carro -con tanto di ondeggiamento- come se ci immedesimassimo nel MC, seguendo l'entrata con lo sguardo sulle mura), a cui poi si aggiunge una marcata fotografia (filtri a parte, non solo per il ciclo giorno/tramonto/notte ma anche nel passare dal mondo esterno ai labirinti, con una luce proveniente dal basso che conferisce un aura di mistero e tensione, nonché nelle scene piccanti, ad esempio con la scena a letto dell’ultimo episodio illuminata dal fuoco del camino, che non solo catalizza l’atmosfera erotica ma dà anche più spessore ai corpi) seppur non manchino delle pecche anche di coerenza (il sesto episodio si chiude con il calare dell’oscurità dopo lo spegnimento da parte di Alan della lanterna -unica fonte di luce-, in quello successivo il posto è illuminato da candele); dall’altra abbiamo un prodotto che tradisce le aspettative derivate dal titolo (il secondo membro del party-harem debutta all’undicesimo episodio, i rimanenti infilati a forza con un fast-forward nella scena di chiusura del dodicesimo), un protagonista non particolarmente simpatico, a tratti piatto e poco convincente come caratterizzazione (prima sembra farsi i drammi su uccidere la gente e pochi episodi dopo si trova di propria iniziativa a tagliare teste e mani con la stessa nonchalance di un salumiere al banco che affetta il prosciutto), una scrittura-sceneggiatura non sempre congeniale (oltre all’inizio del secondo episodio -cosa dovrebbe significare questo salto in un “ipotetico futuro”?-, l’esposizione delle dinamiche simil-videoludiche rallenta non poco il ritmo) e le censure, inutile dirlo, sono “più indecenti delle scene zozze” (a seconda della versione, nascoste le parti incriminate di gore con ombra di sfumatura nera mentre quelle di sesso con elementi stile finestre popup o sostituite da altre scene in loop o da ferma immagini opportunamente editate, rimossi suoni, gemiti e persino parole come “schiave” e “harem”). È stata un’esperienza dolce-amara perché le varie pecche che ho elencato vanno a minare la godibilità di quello che a conti fatti è buon prodotto come comparto tecnico-visivo, visivamente uno degli ecchi (anche se si tratta dell’ennesimo titolo borderline, per non dire altro …) meglio realizzati che ho seguito nelle ultime stagioni e le cui scene hard farebbero invidia a diversi anime hentai;

▪ “Yofukashi no Uta”, da lettore del manga ero curioso di vedere come sarebbe stato adattato e la prima cosa che mi è saltata all’occhio è la marcata “personalità” del prodotto sul piano tecnico: la notte che dai toni e colori verosimili talvolta viene tinta di rosa-viola, di giallo-verde o blu (e restando in tema colori, d’impatto è il contrasto tra quelli solitamente utilizzati e la palette di grigi-marroncini impiegati per le scene con la detective), la regia e la camera sanno non annoiare con una varietà della prima come impostazione e della seconda sia come posizionamento che come movimento (a parte qualche inquadratura di palese riciclo, come quella che dà sui tetti dei gruppi di condomini) e anche la fotografia riesce in più frangenti a valorizzare l’atmosfera delle scene. Nel complesso una buona opera, sebbene il lato sentimentale mi abbia dato l’impressione di essere un po’ deboluccio, di poco impatto, lo stesso si può dire per alcune relazioni tra il protagonista e alcuni personaggi secondari (come Mahiru) e a tratti anche sulla raison d'être del MC di “godersi la notte”, o meglio, di trovare in essa qualcosa per cui sentirsi felice e a proprio agio.

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Avete visto uno o più dei succitati anime? Cosa ne pensate? Avete trovato ulteriori pregi e/o difetti? Condividete o dissentite su ciò ho espresso?

Con questa terza parte posso dire di aver finalmente recuperato tutti gli anime estivi che più mi interessavano, ancora non so se per le prossime stagioni pubblicherò queste raccolte di impressioni personali, ma devo dire che, come attività, non mi è dispiaciuta e ho apprezzato gli scambi di opinioni. Spero che anche questo post sia stato in qualche modo utile, nel caso qualcuno di questi titoli sia passato in sordina o sia stato messo in disparte per dare priorità ad altri, e che magari possa dar vita a qualche scambio di opinioni.
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Sorata Kanda @Alexius de Parthenope Posso chiederti (senza spoiler XD) come mai potresti fermarti al 5° volume?
4sett
Alexius de Parthenope @Sorata: È per un sistema che ho cominciato ad adottare con le serie manga che acquisto, sia per una questione di pecunia e di spazi ma anche in base all'andazzo della serie stessa (e in certi casi, pure dell'edizione), se sento che viene meno l'appeal che mi ha intrigato nei primi volumi (condizione che può derivare da diversi fattori come un notevole rallentamento del ritmo, sviluppi o contenuti di poco impatto, importante discostamento da quella che sembrava la raison d'être o il concept, l'insorgere di una personale indifferenza verso gli sviluppi nonostante i cliffhanger, etc.), mi fermo a un numero prefissato (terzo o quinto volume). Con “Yofukashi no Uta”, nonostante il buon inizio e pur ritenendola un'opera godibile, proseguendo non mi sono sentito rapito dai suoi sviluppi (specie per una certa staticità del rapporto Kou-Nazuna, ma non solo), non ha mantenuto in me la trepidazione per l'attesa dell'uscita dell'ennesimo volume, per cui quando recupererò il quinto valuterò se continuarla o metterla in pausa/dropparla nell'ottica sia di risparmio soldi-spazio ma anche per dedicarmi ad altri titoli che al momento trovo più interessanti.
4sett
Sorata Kanda @Alexius oh capisco, in effetti ad un certo punto è normalissimo fare delle scelte :) Grazie per la tua testimonianza!
4sett
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