Alexius de Parthenope 3sett
Pareri a caldo sugli anime dell’autunno 2022 [Parte 1]La fine di una stagione, per chi come me non segue gli anime in simulcast, si traduce nel recuperone dei vari titoli trasmessi negli ultimi tre mesi, e anche sulla da poco conclusa season autunnale ho voluto condividere le mie impressioni attraverso una raccolta di commenti a caldo.

Prima di iniziare, per prassi devo premettere che a seguire ci sono degli spoiler di varia entità.

⚠️⚠️⚠️⚠️ SPOILER ⚠️⚠️⚠️⚠️

▪ “Pop Team Epic Season 2”, complessivamente sono rimasto soddisfatto e divertito da questa seconda stagione, un mix delirante tra gag nonsense, citazioni, camei (Nanachi di “Made in Abyss”) e parodie, tra sfondamenti della quarta parete, combattimenti mecha contro il cattivo "King Records” (il producer della stessa serie animata), romakome stucchevoli in formato visual novel con ratio a 4:3 (sia versione bishojo che biscioni), improponibili programmi per bambini alla “Dora l’esploratrice”, lezioni di inglese che diventano canzoni epic metal e molto altro. Una stagione ricca non solo come contenuti ma variegata anche negli stili e nelle tecniche, con il ritorno degli sketchbook di “AC-bu” per “Hellshake Yano” e il live-action per l’ultimo episodio alla tokusatsu con protagonista Aoi Shouta;

▪ “Shinobi no Ittoki”, una serie originale con alla base un buon concept (l’esistenza e l’inserimento degli shinobi/ninja nel mondo contemporaneo) ma troppo ambiziosa per il tempo a disposizione in relazione ai contenuti (12 episodi in cui il protagonista, da estraneo al mondo ninja, finisce per farvi parte nonostante le dubbie abilità, peraltro maturando verso la fine in quattro e quattr’otto, un rapporto tempo-maturazione che più che il “viaggio dell’eroe” mi è sembrata la “giratina dell’eroe” …), con un protagonista dalla caratterizzazione non proprio solida dall’inizio alla fine e a mio dire con poco appeal (se non fosse che l’opera inizialmente giocava sull’estraneità e l’inserimento di Ittoki nella società shinobi, per me sarebbe stato meglio far ruotare tutta la serie su Kousetsu, una figura con molto più potenziale anche solo per i drammi relativi ai legami con gli altri personaggi), il mood e la natura della serie non proprio trasparente con di fatto un mappazone di roba (commedia, dramma, azione, breve parentesi di vita scolastica, indagini, un po’ di fanservice, tragedia …) e una scrittura che presenta delle criticità (non tanto per i propositi del cattivo già rivelati allo spettatore prima che i protagonisti ne vengano conoscenza, piuttosto per il ritmo nelle scene di tensione che, come avviene in alcuni scontri, viene intaccato da dialoghi che potevano, anzi dovevano, essere fatti in contesti più calmi -quando Kirei si prende il suo tempo per scusarsi con Ittoki mentre assaltano il QG dei Koga-);

▪ “Arknights: Prelude to Dawn”, sebbene non abbia mai provato il videogioco ho deciso di dare una possibilità al suo adattamento animato: come esperienza nel complesso la serie non mi è dispiaciuta, l’inizio in medias res ha il suo impatto e trovo sia alquanto funzionale l’amnesia del protagonista, con il quale è possibile, almeno in parte, identificarvisi per il senso di disorientamento-estraneità verso l’ambientazione. Il mondo di “Arknight” ha un suo fascino, al di là delle peculiarità (catastrofi, originium, oripatia, città mobili, etc.), per le sue dinamiche socio-politiche, con un focus sulla vita degli infetti e le relative visioni e divisioni, tra chi cerca la pacifica coesistenza e chi invece vuole ribellarsi, uccidendo indistintamente accecati dalla rabbia e dal desiderio di vendetta verso i governi e i non-infetti, un conflitto che trova nella fase finale della serie il suo apice di tragicità; comparto tecnico tutto sommato di buon livello come regia, disegni e animazioni, spicca fin da subito l’inusuale utilizzo di un ratio cinematografico che amplifica l’aspetto drammatico-tragico della serie (tuttavia in alcuni frangenti ho avuto l’impressione che la scena, come struttura e inquadratura, non tenesse molto conto del ratio). Sebbene su certi aspetti non mi abbia pienamente convinto (tra cui il debutto e il confronto alquanto serrato con i vari pezzi grossi della Reunion nella prima parte, così come l’esito del sacrificio di Ace), a grandi linee sono rimasto soddisfatto, attendo quindi con curiosità l’uscita del sequel “Perish in Frost”;

▪ “Bocchi the Rock!”, una serie semplicemente meravigliosa (per me probabilmente l’AOTY, o comunque uno tra i migliori), l’inizio di un viaggio di maturazione accompagnato dalla musica e dall’amicizia, il cui impatto risiede non solo nella caratterizzazione delle protagoniste e dei vari personaggi (con una varietà di personalità e, chi più chi meno, di background) ma anche nel modo di raccontare la storia che ruota attorno ad esse, e soprattutto nel manifestare ed esaltare i pensieri e le paranoie dell’introversa Bocchi. Sul piano tecnico è una boccata d’aria fresca, ci troviamo davanti a un prodotto tutt’altro che monotono, tra una regia brillante e creativa nonché dinamica (in termini di inquadrature, ad esempio durante le esibizioni), una sceneggiatura scorrevole (ben dosata nei contenuti e nel gestire il ritmo e l’impatto), con variazioni stilistiche dei disegni e l’impiego di molteplici tecniche (tra cui elementi/oggetti ripresi in live-action); “Bocchi the Rock!” è probabilmente anche un esempio significativo di come un titolo, attraverso una valida trasposizione creativa, possa trovare nell’animazione l’occasione per brillare, riuscendo sia a intrattenere sul lato comico che a ispirare per l’evoluzione della protagonista, una delle poche opere recenti di cui vorrei veramente avere i BD nella mia libreria (quel “guitarhero” mi ha fatto venire una gran voglia di ripescare il guitar controller dalla soffitta e farmi qualche partitina all’omonimo gioco);

▪ “Do It Yourself!!”, una serie a tema bricolage tutto sommato leggera e simpatica (al netto di alcune parentesi malinconiche-drammatiche che danno un minimo di profondità ai personaggi e spezzano la monotonia del mood) nonché visivamente piacevole, in cui si possono scorgere diversi messaggi di una certa importanza come coltivare la creatività, acquisire le capacità che possono tornare utili per svolgere piccoli lavori e sfruttare sapientemente le risorse inutilizzate/invendute del posto per creare nuovi oggetti;

▪ “Akiba Maid War”, un titolo avvincente a livello di concept, in cui il mondo dei maid café, nell’ideale fatto di cameriere carine e cordiali, omurice con disegni pucciosi e “moe moe kyun”, viene contaminato dalla mafia, tra violenza, pizzo, mattanze e vendette, con un’atmosfera che si alterna tra comicità e tragedia; un anime tutto sommato buono sul piano tecnico, in cui talvolta fa capolino una regia condita di un certo umorismo (ci sono un paio di scene dove le maid avversarie muovono a tempo di musica coltelli e pistole come se fossero glow stick), personalità che si riscontra oltre che per certi dettagli (ad esempio a livello di chara design con l’esattore del pizzo, il cui aspetto riprende lo stereotipo dell’otaku frequentatore di Akiba) anche nelle sigle di apertura e chiusura, la prima con alcune distintive frasi tipiche delle maid dei café accompagnate dall’alternarsi di una base elettronica e il J-Pop, la seconda con un gusto da dramma retrò; personalmente il mordente mi è sembrato venir meno nella parte centrale, trovando invece appassionanti i primi e gli ultimi episodi (non senza elementi discutibili, specie il modo in cui è stato gestito il finale del dodicesimo episodio appena prima dei credits, a mio dire una scena priva di una chiusura efficace);

▪ “Beast Tamer”, al netto dei drammi è un fantasy alquanto leggero, a tratti stucchevole per mood e sceneggiatura (nonché per il protagonista), nel complesso visivamente senza infamia e senza lode; se l’inizio mi è sembrato comunque godibile con il passare degli episodi l’ho trovato sempre meno stimolante, arrivando -non senza un certo tedio- a concludere la serie solo per inerzia (peraltro proprio alla fine, in mezzo episodio, hanno insipidamente schiaffato l’ennesima new entry del party di Rein);

▪ “More Than a Married Couple, But Not Lovers.”, un romakome che sicuramente risalta sia per la protagonista sia visivamente per la sgargiante palette, ma che nonostante la presenza di ben due delle mie categorie preferite di personaggi (gyaru e amica d’infanzia) non sono riuscito ad apprezzare. A non avermi convinto è non solo il modo in cui è stato trattato questo corso di convivenza imposto dalla scuola (un fattore tanto importante da essere il trigger che ha avviato la storia ma che, tranne per degli sparuti frangenti, non ho marcatamente percepito nello sviluppo -né è stato particolarmente approfondito-) ma anche l’opaco rapporto tra Jirou e Akari, che specie all’inizio non sono riuscito a ben decifrare, con quest’ultima che a tratti sembra già dimenticarsi della sua cotta per Minami e del suo piano di cambiare la coppia, avvicinandosi piuttosto a Jirou (poi quale potesse essere lo sviluppo della relazione tra i protagonisti era prevedibile, ma lo strascico dell’iniziale imperscrutabilità è rimasto …); l’impressione che ho avuto è di un’opera con una “cattiva chimica”, che mette “il carro davanti ai buoi”, dove il “carro” è Akari che con la sua solare personalità sembra volersi presentare come waifu della serie (il tutto condito da momenti fanservice -con anche inquadrature soggettive-), e i “buoi” sono una storia ben costruita, sceneggiata e con i giusti ritmi, elementi che, anche nell’ottica di introdurre e sviluppare efficacemente sia personaggi a livello di caratterizzazione che il contesto e il “poligono amoroso”, nella prima fase ho trovato alquanto sottotono e/o opachi, influenzando negativamente il resto della visione.

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Avete visto uno o più dei succitati anime? Cosa ne pensate? Avete trovato ulteriori pregi e/o difetti? Condividete o dissentite su quanto ho espresso?

Nell’attesa di recuperare gli altri titoli che ho in lista per elaborare la prossima parte sugli anime dell’autunno 2022, spero che questo post sia stato in qualche modo utile e che magari possa dar vita a qualche scambio di opinioni 🙂
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Alexius de Parthenope @Maeda:
Anche per me la parte ispirata al format di "Dora l'esploratrice" è stata bellissima 😂, se la gioca con i mecha ed Hellshake Yano. Di "Pop Team Epic" preferisco generalmente la versione femminile, però ammetto che anche la resa maschile sia simpatica (anche per il contrasto personaggio femminile - voce maschile), talvolta apprezzandone certe gag anche più della prima parte; ammetto che visionare la seconda parte non sia per me altrettanto stimolante come la prima, ma risulta divertente quando gli viene data una sua identità con sostanziali differenze.
Una curiosità: anche a te è venuto un sussulto al cuore alla "rottura della quarta parete" nella scena finale della visual novel? 😨

Per "Do it Yourself" anche io sono dell'idea che sarebbe stato bello vedere un po' più di creazioni con annessi passaggi di realizzazione. L'ambientazione da futuro prossimo non mi è dispiaciuta, in essa insieme al debutto di Jobko ci ho visto una contrapposizione che vede da una parte la tecnologia avanzata e l'industria (per cui la creazione, al di fuori della progettazione, viene lasciata alle fredde macchine) e l'altra quello dell'artigianato e del fai-da-te.
Come personaggio preferito direi Kouki, apprezzandola più per il suo spirito vivace che per la caratterizzazione di fondo (sotto quest'ultimo aspetto credo sia più Jobko a brillare nel cast).

La scena delle dighe di "Bocchi the Rock" mi ha sicuramente strappato un sorriso, non solo per l'analogia con la scena ma anche perché il mio cervello l'ha collegata -senza particolare cognizione- al meme "nice boat" annesso alla vicenda che ha interessato la trasmissione di "School Days" 😂😅


Tra le serie di questa prima parte che hai in lista e devi ancora recuperare personalmente come priorità consiglieri “Akiba Maid War” 😉

3sett
Maeda Is Life @Alexius pensa che io sono così torto che guardo prima la parte maschile e poi quella femminile, per godermi le gag con le voci maschie😂😂
Sulla scena della VN mi fece più sussultare la "popuko più femminile" che il finale 😂😂😂

Dimenticavo però le risate che alcune versioni di ending mi hanno fatto fare, come la macchinina o popuko che suona il flauto 😂😂😂


Su DIY ammetto che il contrasto l'ho immaginato lo volessero fare, piuttosto che percepito dalle vicende, però mi ha giustificato il polpo, che ricorda il mio povero PC che chiede di continuo l'aggiornamento 😂😂😂
Curiosità: Ma la bocca di Yua ha dato fastidio solo a me?

Sulle Dighe: Non conosco questo aneddoto, puoi raccontarlo o è spoiler ?

Akiba è finito in lista sin dal post di LeFa, però mi preoccupa il contrasto trash, violenza, mafia e Maid, Ma è mio dovere valutarlo ahahah😂😂

3sett
Alexius de Parthenope @Maeda: quello della bocca di Yua è un dettaglio che anche a me di primo acchito aveva lasciato un po' stranito, ma andando avanti poi non mi è più pesato, vedendolo anzi come l'ennesima scelta di design (come appunto per alcuni personaggi i capelli dal lato interno di colore diverso), in questo caso immagino per conferirgli anche visivamente qualcosa che accentuasse la sua personalità bonaria e a tratti sbadata.

"Nice boat" è un meme che mi capitò di conoscere per caso, ho approfondito un po' la storia (non faccio spoiler), essenzialmente per delle particolari circostanze al posto dell'episodio dell'anime trasmisero una serie di video panoramici di paesaggi europei accompagnati da musica classica, tra queste clip vi era quella di una nave e un utente, che immagino abbia preso con umoristica filosofia la mancata trasmissione dell'episodio, ha commentato la scena della nave con appunto "nice boat" 😂

3sett
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