Alexius de Parthenope 6 mesi fa
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Pareri a caldo sugli anime dell’autunno 2023 [Parte 2]Prima di iniziare, per prassi devo premettere che a seguire ci sono degli spoiler di varia entità.

⚠️⚠️⚠️⚠️ SPOILER ⚠️⚠️⚠️⚠️

▪ “S-Rank Musume”, serie che non mi ha pienamente convinto; sembra muoversi tra una leggerezza-comicità a tratti insipida e un dramma alquanto asciutto (sia per i protagonisti che per i secondari), sono stati messi insieme diversi elementi e toni (con parentesi anche brutali) ma questo mix mi è parso ben poco bilanciato, con pure una veste grafica che non riesce a far amalgamare e valorizzare i vari lati, senza quindi dimostrare un riferimento chiaro (punta più sulla comicità, con una figlia molto affezionata al padre e che a dispetto del suo ruolo dimostra un lato infantile? sui drammi e i tormenti dei vari personaggi? mhh…). Oltre a questa fumosa identità, si aggiungono anche una sceneggiatura poco convincente (in diversi punti incapace di creare pathos e dar vita a un tangibile attaccamento ai personaggi e alla vicenda), un ritmo ora veramente frenetico e dagli sviluppi non proprio congeniali ora caratterizzato invece da una prolissità inadeguata e una stucchevolezza di dialoghi e pensieri; sinceramente ne sono rimasto amareggiato visto il potenziale insito del concept, che poteva regalare una serie veramente godibile, sia che fosse di natura marcatamente comica che pesantemente drammatica. Sul piano tecnico ha i suoi pregi, in particolare dei fondali più pittoreschi rispetto alla media dei prodotti a tema fantasy (grazie al tratto a matita-pastello) e qualche guizzo nella fotografia (come la gestione della messa a fuoco), ma ha anche diverse pecche, tra scene non proprio convincenti come realizzazione (per disegni dei personaggi e animazioni, nonché una CGI che fa talvolta capolino e degli effetti non sempre ideali), riscontrando diverse volte anche una rigidità nell’impostazione di scena e nelle espressioni;

▪ “The Kingdoms of Ruin”, una visione alquanto sofferta, se sono giunto all’ultimo episodio è stato solo per l’intenzione di vedere dove volesse a parare. Essenzialmente, è un titolo che oscilla tra una flebile commedia e il drammatico-tragico, il tutto condito da violenza e sangue; nella prima parte -che offre ben poco respiro- si presenta in maniera impetuosa e brutale tra esecuzioni, carneficine e combattimenti (e se questo era pensato come fanservice, beh, mi è parso quando insipido quando indigesto per un senso di artificiosità poco raffinata…), sullo sfondo di un’umanità arrogante accecata dal potere della scienza, dell’odio verso una determinata comunità (che poi, sarò stato disattento io, ma non ho capito come distinguessero le streghe dagli umani 🤨) e di varie tematiche (come il progresso che, insieme all’industrializzazione e a un consumismo nichilistico, ha rovinato il pianeta e l’umanità), nella seconda parte invece rallenta, dando modo ai due protagonisti di conoscersi e avvicinarsi (parte a mio dire leggermente più godibile). Quello del MC votato alla vendetta è un concept che fa gola (per quanto in questi anni sia stato usato -e probabilmente abusato- tra manga e LN) ma, nonostante il potenziale, sinceramente questa storia non mi ha entusiasmato granché, complici un ritmo non sempre congeniale (specie per la prima parte), una sceneggiatura a tratti poco convincente (come gente che con un piede nella fossa si mette a parlare con i pupazzetti da ventriloquo, nonché dei buchi di sceneggiatura, come nel caso di un certo incantesimo che non funziona sulle donne e poi, quando vengono inquadrate delle persone, si vedono pure loro tra le vittime…), il pot-pourri di generi, temi ed elementi non proprio riuscito e dialoghi a momenti stucchevoli e verbosi. Una serie che non solo non mi ha convinto nei contenuti e nella modalità di gestirli ed esporli, ma che per certi aspetti mi ha dato anche l’idea di essere una cafonata (non azzarderei un dignitoso “so bad so good”…), e che forse ricorderò per il fiero ma ormai vetusto imperatore di Redia che si mostra al pubblico per il suo discorso alla nazione accompagnato da numerose flebo e con la mascherina dell’ossigeno, per quella ragazza che ha assistito alla morte del fidanzato per mano del MC e che vedendolo se ne esce sostanzialmente con un “ah però, che bello gnocco”, o per una certa regnante che si rivela alla sua nazione come un’affascinante ed energica idol… 😶 Passando al lato tecnico, è un prodotto che di primo acchito si presenta relativamente bene, tuttavia già dal secondo episodio comincia a dimostrarsi ora discreto ora mediocre, rivelando delle criticità tra impostazioni-inquadrature poco adatte (e che a momenti danno l’idea di essere un pigro copia-incolla del manga), animazioni a tratti limitate e sbavature di varia natura;

▪ “Spy x Family Season 2”, nel complesso un buon seguito che mantiene quel suo accattivante mix tra commedia, azione e dramma, dove sicuramente a brillare è l’arco della crociera che vede in particolare Yor sotto i riflettori (insieme alla ragione per continuare il suo lavoro); devo però ammettere che alcuni episodi/parti non mi hanno convinto pienamente, quando per una criticità sul piano strutturale della stagione (al contrario degli episodi uno e quattro che ho trovato piacevoli e frizzanti, per la loro natura e mood il secondo e terzo reputo invece che intacchino la fruizione nella sua scorrevolezza, con delle vicende che mi hanno dato l’impressione di essere più un contorno dal limitato d’effetto, e se nel manga questi intermezzi funzionano, per la versione animata, nell’economia della season per la loro posizione cruciale, non credo proprio…) quando per la realizzazione di certe scene (come nella seconda parte dell’ep 11, con un montaggio che alterna scene delle missioni/imprese di Nightfall e parti -riutilizzate- della crociera dei MC, o i fermoimmagine a conclusione dell’ultimo episodio, che mi hanno dato l’idea di una chiusura non proprio fresca e viva). Sul piano tecnico, si mantiene un prodotto di fattura buona, se non a tratti ottima, sotto vari aspetti (regia, fotografia, disegni e animazioni), unica criticità è la CGI che ogni tanto fa capolino (per comparse e veicoli, e che talvolta si nota ad esempio con i movimenti di camera attorno la nave da crociera);

▪ “Hyakkano”, sinceramente non credo di esagerare nel definirlo a suo modo uno tra i romakome migliori dell’anno. Una serie con una viva e fresca comicità (a tratti direi demenziale), ben sostenuta da sceneggiatura ed esaltata sia sul piano visivo che sonoro, che sa giocare bene con i vari personaggi e le relative peculiarità, accompagnata da references sparse in giro (come il picchiaduro nella OP e varie citazioni ad altre opere tra anime e film) e sfondamenti della quarta parete (tra il dio che si lamenta delle ripetizioni a pappagallo del MC, la risposta al “chi scegli tra noi due?” che il MC annuncia verrà data dopo la pubblicità -chissà se in Giappone hanno infilato lì lo spot di mezzo…- e l’ending dell’episodio 11), il tutto abbastanza bilanciato grazie a parentesi e sfondi drammatici; se dovessi trovare un difetto, ho avuto un po’ di titubanza sugli ultimi episodi, dove alcune scene mi hanno dato l’idea di non essere del tutto convincenti per scrittura e ritmo o di non essere state “tessute” a modo tra loro. Nel complesso un prodotto ben confezionato, sopra la media del genere e di fattura buona se non addirittura ottima sotto molteplici aspetti, per regia (varietà di inquadrature e gestione della camera), fotografia (regolazione del fuoco per non appiattire la scena e gestione di luci-ombre) e disegni-animazioni; una nota di apprezzamento va anche alla prima ending, di cui mi è molto piaciuto lo stile e il chara design. Aspetto con curiosità l’uscita della seconda stagione, anche per vedere come sarà gestito l’allargamento del cast e se la natura comica manterrà la stessa vitalità (PS: mi sorprende come l’occasione non sia stata colta dall’editoria nostrana per portare il manga in Italia 😕);

▪ “Tearmoon Empire”, un altro titolo che va ad aggiungersi alla lista “villainess che vogliono evitare il bad ending”, inizialmente mi aveva dato una buona impressione dimostrando nel suo piccolo un po’ di identità (MC con il terrore per la ghigliottina, più volte presentata in versione chibi), ma andando avanti mi ha convinto sempre meno: perdita di freschezza nel muoversi tra commedia e dramma, una costruzione e un ritmo non proprio ideali, una certa stucchevolezza per sceneggiatura e dialoghi, diversi cenni di rigidità nella messa in scena, una scrittura che penalizza diversi personaggi (con quest’ultimi che difficilmente riescono a far presa, ad esempio Abel, oltre alla sensazione di sentirli freddamente catapultati ora dentro ora fuori così, giusto all’occorrenza) e qualche scenario un po’ forzato. A livello tecnico è un prodotto che si è presentato in maniera discreta ma che procedendo si è fatto via via mediocre (soprattutto nei disegni), a cui si aggiungono pecche di varia natura, tra cui la palese presenza della CGI (sorvolando sull’uso classico per comparse e carrozze con cavalli, è sentita in particolare per la scena del ballo del quarto episodio);

▪ “Migi to Dali”, serie a suo modo accattivante per il concept (due gemelli che, facendosi passare per un figlio unico, cercano l’assassino della loro madre) ma che però è da approcciare con una certa sospensione dell’incredulità, godendosi più il lato comico e drammatico; l’ambientazione è particolare, dai tratti occidentali sotto molti aspetti, anche se è un po’ difficile inquadrarla visto il sopraggiungere di elementi nipponici. Sebbene nella sostanza sia stata una visione tutto sommato scorrevole e piacevole, in alcuni punti non mi ha convinto del tutto per la sceneggiatura (al netto dei tagli che sono stati fatti per far entrare tutta la vicenda in una singola stagione, in particolare per dei passaggi repentini, come la fuga dalla cittadina dell’episodio 9), per scelte non proprio congeniali (come nell’ep 12, dove la scena della fuga dalla villa viene accompagnata quasi solo da musica ed effetti) ed elementi che mi hanno fatto storcere il naso (come il deux ex machina dello spirito che aiuta i MC). Nel complesso, a livello tecnico un prodotto ben confezionato, di discreta-buona fattura sotto vari aspetti;

▪ “Stardust Telepath”, un CGDCT abbastanza piacevole seppur in alcuni punti possa risultare un po’ stucchevole nei toni/dialoghi e in certi frangenti abbia un ritmo alquanto sostenuto, personalmente mi sarebbe piaciuto un maggiore spazio dedicato al tema tecnico di fondo (progettazione e costruzione dei razzi), qualcosa di appetitoso e sostanzioso che accompagnasse questo ondeggiare tra la parte leggera-comica con quella dei crucci e dei tormenti delle protagoniste. Sul lato tecnico mi è parso un buon prodotto, carino per il chara (con ricorrenza del chibi) e con piacevoli fondali (tutt’altro che freddi grazie al tratto grezzo e irregolare, accostato a una palette tenue);

▪ “16bit Sensation: Another Layer”, se dovessi descrivere con una parola cosa mi ha lasciato questa serie, direi “amarezza”. Da quanto ho capito, la trasposizione animata differisce dalla versione manga, con l’anime che si distingue per la presenza di una nuova protagonista con relativa trama, probabilmente con l’idea di presentare l’opera sul piccolo schermo dandogli una rinfrescata e una marcia in più; se per certi aspetti sulla carta poteva sembrare qualcosa di accattivante, il tutto comunque condito con degli appetitosi capolini nei dietro le quinte nello sviluppo dei videogiochi (in particolare di galge-eroge -devo ammettere che certe scene, come l’intro di “Shizuku”, fanno venir voglia di provarli 😮-), nei fatti si è dimostrato un progetto ambizioso -io direi anche troppo- che ha messo diversa carne sul fuoco (oltre appunto alla produzione dei videogiochi e agli aspetti e alle critiche all’industria -in cui a una certa fanno capolino pure le IA- vanno a sommarsi i cambi di ambientazioni e gli sviluppi sui ripetuti viaggi nel tempo), finendo in diverse occasioni per essere approssimativo (anche sul tema tecnico) e incapace di far breccia sia con la vicenda sia con i personaggi e i relativi legami. Oltre alle classiche criticità sui viaggi temporali (tra paradossi e fumosità sulle dinamiche di quell’universo), in generale la scrittura non l’ho trovata sempre congeniale (al di là della struttura, per la sceneggiatura, dove non manca qualche parentesi stucchevole e gli spiegoni del cattivo), il risultato è stato un titolo che via via mi ha entusiasmato e convinto sempre di meno, in particolare nell’arco finale. Sul lato tecnico l’ho trovato un prodotto ora discreto (per vari aspetti, ad esempio per la regia, con la rottura della monotonia con il calzante sopraggiungere del ratio 4:3) ora mediocre, in particolare per una qualità dei disegni e delle animazioni non sempre ideale e una certa rigidità riscontrabile in varie scene per impostazione e messa in scena (anche per espressioni facciali); seppur giustificato dal contesto, ammetto che la mole di materiale pubblicitario reale (tra poster, cofanetti dei videogiochi, etc.) mi è sembrata a tratti soffocante, cruccio in parte fomentato anche da un effetto uncanny tra la qualità delle immagini pubblicitarie e i fondali. Ad avermi un po’ addolcito la visione è stata la presenza nello staff di Watanabe Akio, che ha curato sotto diversi aspetti l’ending.


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Avete visto uno o più dei succitati anime? Cosa ne pensate? Avete trovato ulteriori pregi e/o difetti? Condividete o dissentite su quanto ho espresso?

Delle opere portate da Crunchyroll che avevo adocchiato è rimasta fuori giusto “Butareba”, ma dato che il dodicesimo episodio non è stato ancora rilasciato, lo metterò da parte per il futuro.

Nell’attesa di recuperare quei pochi titoli che sono rimasti in lista per elaborare l’ultima parte sugli anime dell’autunno 2023, spero che questo post sia stato in qualche modo utile e che magari possa dar vita a qualche scambio di opinioni 🙂
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Davide Otaku Interessante... Aspettiamo la seconda stagione
6 mesi fa
Alexius de Parthenope @Davide: come ha già detto Maeda, “Hyakkano” è un harem che più che sul sentimentale ruota attorno alla comicità, presentando delle gag fresche e divertenti, giocando con figure, archetipi e situazioni tipiche del genere, direi quindi che offre un’esperienza che, per chi ha già una certa esperienza con titoli di questo tipo, ad esser severi ma diretti, non è la solita “minestra riscaldata” 😅


@Maeda:
▪ “Spy x Family Season 2”, sinceramente la parte di “Berlint in Love” con Becky non mi è dispiaciuta, nel suo piccolo funzionale a controbilanciare l’aura matura della bambina (ovviamente se confrontata con Anya) con una puerile goffaggine e ingenuità, portando questa sua cotta per Loid su un livello che, imitando la sua serie fiction preferita, la mette in ridicolo (ad esempio con l’atto di sciogliersi i capelli e farli svolazzare o di fingersi brilla).

Seppur personalmente non ne sia rimasto folgorato (probabilmente anche per un’affezione alla ED della S1), sul piano tecnico quello di Eugene è stato un lavoro buono-ottimo (con scene con vari oggetti roteanti che mi hanno concettualmente ricordato “Coffee Break” di Taku Furukawa), magari mi sbaglierò ma dando un occhio ai suoi lavori sembra cimentarsi in un’animazione svincolata dalla rigidità e dal “pose to pose”, giocando invece con una libera “straight ahead” tra figure in continua deformazione, apparizioni, metamorfosi e sparizioni.

Anche io sono curioso per il film, se ho ben capito peraltro si tratta di una storia originale, se è così, direi che è stata una buona mossa di marketing per catturare l’interesse e trascinare in sala anche i lettori più affezionati del manga, tra cui magari vi è chi vede l’anime come una mera riproposizione animata della versione cartacea (dando quindi un minimo di dignità creativa al medium animato).


▪ “Hyakkano”, se per i romakome in generale non ho problemi, invece con gli harem credo di star pian piano sviluppando una certa stizza, probabilmente per il fatto che tra i prodotti che ho recuperato nelle ultime stagioni non vi è roba che abbia un senso di freschezza sia strutturale che di sceneggiatura (oltre che a una fattura almeno un po’ superiore alla media), al contrario di appunto “Hyakkano” o “Oresuki”. Sebbene riconosca che Karane sia una delle poche -se non l’unica- ad avere un minimo la testa sulle spalle (fattore tsundere a parte), personalmente sono combattuto tra il fascino amabile di Hakari (e la sua trasparente mente lasciva) e quello di Nano, fredda (con un cinismo tale da diventare comico, come quando ha proposto di fermare il gatto prendendolo a calci, mi ha preso così alla sprovvista che sono scoppiato a ridere) ma dotata di un certo spirito (quando è arrivato il suo turno di commentare l’annuncio dell’ennesima relazione di Rentarou -ha menzionato un piatto, evito di dire quale per non stare a mettere lo spoiler alert-, ho pensato “spassosamente colta e raffinata” 😂).

⚠️⚠️⚠️⚠️ INIZIO SPOILER ⚠️⚠️⚠️⚠️

In un certo senso me lo aspettavo uno sviluppo simile (e vederlo, narrato in quel modo, mi ha sicuramente divertito, l’ED dell’episodio 11 poi… 😂), che avrebbe dato ulteriore carburante per creare situazioni comiche, oltre che di gelosia transgenerazionale; considerato poi il concept di arrivare a 100 fidanzate, già mi aspettavo che sarebbero state prese in considerazione innumerevoli categorie di potenziali waifu, tant’è che quest’opera penso si presti bene per un bel gioco su indovinare quali saranno le prossime: arriveremo alle monster-girl? alle aliene mutaformi? ai ragazzi che si tramutano in ragazze e viceversa? chissà… 😂

⚠️⚠️⚠️⚠️ FINE SPOILER ⚠️⚠️⚠️⚠️
La seconda ED a suo modo mi è piaciuta molto, la versione integrale poi, per il finale è da evitare di ascoltarla senza cuffie… 😂😅


I titoli che tieni d’occhio direi che sono validi per farci un pensierino, giusto 16bit mi ha lasciato amareggiato in modo particolare visto il tema e il potenziale (fosse stato per me, i viaggi nel tempo li avrei ridimensionati e avrei dato più spazio al tema tecnico, ai personaggi e ai relativi legami).
Considerando che negli ultimi tempi sto via via restringendo il numero di roba da recuperare in base all’interesse personale e alla validità contenutistica e/o tecnica, col senno di poi “The Kingdoms of Ruin” me lo sarei dovuto risparmiare… seppur sia diventato più propenso a droppare la roba quando sento che “tira una brutta aria”, a questo giro la mia testardaggine ha avuto la meglio 😅

6 mesi fa
natsu fuji per quel che mi riguarda il 9,5/10 di Frieren e il diario della speziale compensa i vari titoli drobbati della stagione passata. Grande delusione anche per goblin slayers da cui mi aspettavo molto ma arriva a pelo a un 6
6 mesi fa
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