Alexius de Parthenope 2sett
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Pareri a caldo sugli anime della primavera 2024 [Parte 1]L’inizio delle serie estive è alle porte e come di consueto, per chi come me non segue le serie in simulcast, è arrivato invece l’atteso momento del recuperone dei titoli primaverili e con esso anche la voglia di condividere le mie impressioni sui vari anime attraverso dei commenti a caldo.

Prima di iniziare, per prassi devo premettere che a seguire ci sono degli spoiler di varia entità.

⚠️⚠️⚠️⚠️ SPOILER ⚠️⚠️⚠️⚠️

▪ “Grandpa and Grandma Turn Young Again”, titolo che già conoscevo avendo in passato approcciato i primi capitoli del manga, accattivante come concept (coppia di anziani che riottengono la loro giovinezza), simpatico e piacevole nei suoi contenuti e toni, muovendosi tra leggerezza, dolce e amaro, con le sue parentesi drammatiche (ad esempio la tristezza scaturita dall’idea di veder morire prima i propri cari o di non poter continuare ad assistere alla crescita dei nipoti, oltre a questioni minimizzate da uno sguardo contemporaneo come non avere l’occasione di frequentare la scuola o scegliere liberamente il proprio partner) e di sensibilizzazione (come il problema delle truffe telefoniche ai danni di anziani); la serie non si limita alla sola coppia di protagonisti, dando spazio anche ad altri personaggi tra cui figli, nipoti e conoscenti, con i loro crucci e le loro relazioni, e se da una parte ho trovato comprensibile la scelta di chiudere il cerchio con un’unica season, dall’altra ho avuto l’impressione che non sia stata una chiusa a modo, più che altro per l’idea che la carne messa sul fuoco nei precedenti episodi non sia stata adeguatamente sfruttata, non riuscendo a dare l’opportuno spazio e valore a tutti i personaggi. Tra le altre cose, a non avermi pienamente convinto è anche il ritmo e la messa in scena, accusando a mio avviso in diverse occasioni una certa rigidità (mi ha dato l’idea di non aver sempre convertito la struttura-sceneggiatura originale adattandola al meglio al medium animato e al formato stabilito). A livello tecnico è un prodotto che ha i suoi pregi e difetti: da una parte ci sono dei fondali apprezzabili per lo stile a matita-pastello accompagnati da una consona palette cromatica, un chara che in vari cut si distingue per la variazione di spessore del tratto e una regia tutt’altro che monotona, con la fotografia che ogni tanto fa capolino per rompere l’appiattimento della scena e valorizzarla; dall’altra mi è però parso claudicante, in particolare per la rigidità che caratterizza varie scene a livello di impostazione, disegni e animazioni, tra le varie cose mi è pure saltato all’occhio un inciampo nella composizione dell’immagine (nel nono episodio al minuto 4:42, sul lato inferiore dell’inquadratura si nota come la figura di Mino sia stata maldisposta, mostrando il vuoto sotto il suo busto), la mia impressione è che parte dell’ambizione sul piano delle idee non sia stata efficacemente corrisposta nella realizzazione;

▪ “I Was Reincarnated as the 7th Prince […]”, serie a suo modo simpatica, dotata di una sua personalità ed espressività in confronto alla media del genere al netto dell’ennesimo personaggio OP (caratterizzato da una fissazione per la magia -tale da essere a tratti masochista- e, a dispetto della sua posizione, un certo disinteresse per le questioni di palazzo), tra scontri a suon di magie, gag e qualche parentesi di fanservice (per lo più, visti i soggetti, direi oneshota, in cui a svettare sono le badonkas della maid Sylpha 👀); nel complesso abbastanza scorrevole (forse giusto in qualche momento l’ho trovato un verboso), l’unico mio dubbio ruota attorno alla figura di Grim che, per la sua natura e per come era stato presentato, a mio gusto avrei trovato più idoneo vederlo meno servizievole e casomai dispettoso, evitando di farlo affezionare troppo al MC e vedendolo piuttosto tentare -pur fallendo ogni volta- di ostacolare il giovane principe quando possibile. Sul piano tecnico l’ho trovato un prodotto discreto, abbastanza ben confezionato come chara (parte della suddetta personalità del titolo deriva anche dal ricorrente uso del super-deformed a fine comico) e con una regia non monotona che si esprime anche con movimenti di camera arditi (come quelle sui castelli del primo e del nono episodio o la camera 3D su Sylpha del decimo), non esente da pecche come qualche scena meno piacevole nella qualità per disegni e/o presenza della CGI (ad esempio, abbastanza palese quella del castello della famiglia del MC). Da dare una possibilità anche alla S2? chissà…;

▪ “A Condition Called Love“, serie romakome che, giunto con difficoltà al terzo episodio, ho preferito droppare; già al primo episodio non mi ha convinto, una prima impressione tutt’altro che positiva, e quando si parte con il piede sbagliato gli strascichi si fanno inevitabilmente sentire. Magari sarà una questione di target ma io non ci ho visto una storia ben confezionata con una chimica propriamente riuscita, con dei protagonisti che non sono riusciti a far breccia per scrittura, sceneggiatura e ritmo a me poco congeniali nel presentare e far legare i MC (anche su piccoli dettagli, come lo scambio dei numeri di telefono del primo episodio, che nemmeno rimembro essere avvenuto), e sinceramente le ombre e i drammi di sfondo che si intravvedono non mi hanno stuzzicato al punto di volerci dedicare ulteriore tempo; gli elementi presenti nell’opera magari presi da soli sono di per sé validi ma in questo caso, per il modo in cui sono stati sviluppati ed esposti, fanno ben poca presa, guastando la dolcezza di fondo (per quanto in alcuni punti l’abbia trovata stucchevole) per colpa di quel retrogusto di artificioso. Prodotto nel complesso discreto, con i suoi alti e bassi in termini di disegni e di regia, con dei cenni di rigidità per impostazione di scena e animazioni;

▪ “A Salad Bowl of Eccentrics“, un “reverse-isekai” con un suo potenziale alla base (una principessina e una donna cavaliere provenienti da un mondo fantasy si ritrovano catapultate nel Giappone contemporaneo), i toni comici lo fanno apparire simpatico e carino e vengono messi sotto i riflettori vari scenari (indagini su coniugi, bullismo, sette, rivenditori), il tutto sullo sfondo di uno spottone alla prefettura di Gifu; peccato che dopo una presentazione tutto sommato buona perda di mordente, tra dialoghi poco stimolanti/intrattenenti -se non stucchevoli- e un ritmo non congeniale (ora lento ora assai spedito). Andando avanti, eccezion fatta per alcune parentesi qua e là, vi è quindi una progressiva perdita d’impatto e di freschezza, derivata non solo dai suddetti problemi ma anche dalla percezione di una costruzione e direzione narrativa alquanto tenue, dal mancato pieno sfruttamento di certi elementi (tra cui l’alienazione dei soggetti, la magia e vari personaggi secondari) e da un affievolirsi dello spirito e dei toni (ora un’opera con un minimo di vitalità, ora piatta e inconsistente). Come fattura tecnica l’ho trovato nel complesso un prodotto tra il discreto e il mediocre, alquanto altalenante per qualità dei disegni e animazioni, giusto la regia ha manifestato qualche scelta meno ordinaria (tipo degli split-screen in alternanza alle classiche scene statiche) e riprese dal vivo (ad esempio per l’opening e la visuale di una giocata al pachinko dell’ep. 12 -uno spottone anche al gioco d’azzardo? 😅-);

▪ “Yuru Camp S3“, un seguito piacevole, simpatico, carino e alquanto chill, con il lato campeggio che si alterna con viaggi ed esplorazioni di natura turistica, mostrando vari scorci del verde entroterra nipponico; giusto con gli episodi 7-8 si è voluto fare qualcosa di diverso, con una narrazione tra realtà e finzione, scelta coraggiosa che però può far storcere il naso a chi ricercava qualcosa con i piedi per terra. Sul lato tecnico è un prodotto nel complesso buono, con una regia tutt’altro che monotona nelle inquadrature e in varie occasioni sostenuta dalla fotografia, tutto sommato solido e ben confezionato come disegni e animazioni; riguardo al chara, anche se dopo un po’ credo che il cambio si riesca a mandarlo giù, ammetto che si faccia sentire l’affezione per quello precedente, più che per la forma in questo caso ad aver digerito meno sono alcuni dettagli (come parecchi e ampi punti luce sui capelli e delle linee di contorno dall’opacità irregolare, con la distinzione chara-fondale che si fa meno netta), anche per i fondali naturali non si può dire che i dettagli manchino, con degli elementi che suggeriscono una fattura fotografica, tuttavia, sebbene ci siano dei cut apprezzabili, in dei frangenti ho avuto il sentore che il rapporto chara-sfondi non sia proprio in armonia. Per il resto, non ho riscontrato grandi pecche, giusto la CGI si fa percepire con i veicoli (in certi cut anche i personaggi mentre guidano le moto). Un’ultima nota di apprezzamento va alla opening, oltre che orecchiabile (idem per la ending), l’ho trovata veramente carina per il suo stile, con le figure prive di linee di contorno;

▪ “As a Reincarnated Aristocrat, […]“, serie che da una parte ha un concept che lo distingue dagli ordinari fantasy/isekai con protagonista OP (MC debole che tramite la sua skill di analisi cerca delle persone talentuose in grado di aiutarlo), dando comunque un minimo di spessore ai vari personaggi, dall’altra non mi ha convinto pienamente come scrittura, tra un ritmo un po’ frenetico (in cui ci si mettono anche i salti temporali) e una narrazione di discreta efficacia che, a dispetto del potenziale del concept, poteva essere più equilibrata, incisiva e raffinata (e magari, dove possibile, meno verbosa); oltre a tutto ciò, per quanto ci siano delle validi basi drammatiche, a mio gusto i toni li ho trovati a momenti un po’ stucchevoli. A livello tecnico mi è parso un prodotto discretamente confezionato, con i suoi alti e bassi per disegni e animazioni. Con lo spettro della guerra e degli inevitabili confronti tattico-strategici militari, darò una possibilità alla prossima season? chissà…;

▪ “Astro Note“, a primo impatto una serie simpatica e carina dal sapore retrò, un contesto accattivante con un cast variegato e un certo potenziale (in parte sfruttato), tuttavia andando avanti mi è parso alquanto claudicante in termini di scrittura e sceneggiatura, con delle “zone grigie” e dei frangenti compressi in cui viene sacrificata una maggiore cura ed efficacia nella costruzione degli sviluppi e delle interazioni dei personaggi, oltre a un lato sentimentale che, a dispetto di una prevedibile evoluzione finale, non mi è parso particolarmente forte (sotto questo aspetto azzarderei che, rispetto appunto ai due protagonisti, gli scorci sulla relazione del vecchio proprietario della pensione siano ben più significativi); una certa titubanza anche sul colpo di scena degli ultimi episodi sulla natura della pensione Astro (sarà anche un elemento funzionale per il confronto con il cattivo, ma non riesco a non vederlo come un qualcosa di così audace da risultare però un po' forzato…). A livello tecnico un prodotto ora buono ora discreto, tutt’altro che freddo grazie a una palette alquanto vivace, un chara dal tratto irregolare a matita e da cui in vari cut emerge una certa espressività per forma e dettagli, e dei fondali apprezzabili che riescono a manifestare parte del calore della pensione; comunque, non esente da alti e bassi in termini di disegni e animazioni. Un’ultima piccola nota sulla opening, visivamente apprezzabile e orecchiabile.

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Avete visto uno o più dei succitati anime? Cosa ne pensate? Avete trovato ulteriori pregi e/o difetti? Condividete o dissentite su quanto ho espresso?


Nell’attesa di recuperare gli altri titoli che ho in lista per elaborare la prossima parte sugli anime della primavera 2024, spero che questo post sia stato in qualche modo utile e che magari possa dar vita a qualche scambio di opinioni 🙂
Davide Otaku Interessante. Tutte serie che sono in ptw e credo che darò a tutte la loro occasione. Mi attira soprattutto Grandpa and Grandma e Yuru Camp 3 che credo vedrò molto a breve.
2sett
Giovanni Dettori serie che ho seguito tutte mi sono piaciute Grandpa and Grandma Turn Young Again, A Condition Called Love peccato non ci sia una seconda stagione, A Salad Bowl of Eccentrics mi è sembrata un pò due palle vista perchè l'avevo iniziata ma a certi momenti mi domandavo perchè l'avessi fatto, Yuru Camp S3 vista perchè avevo visto le prime due e il film mi è piaciuto anche sound euphonium 3 come quello di prima visto perchè avevo visto le prime due stagioni e volevo vedere come finiva ho letto che ci sono state delle modifiche rispetto al manga quando l'ho sapito ho pensato peccato
2sett
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