Kami Nami 2sett
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Suicidi giovanili in Giappone nel 2020
Stavo leggendo le statistiche dei suicidi in Giappone nel 2020 e fanno paura, fanno veramente paura; la parte più spaventosa di questa tragedia è quella che riguarda i giovani: 330 studenti delle superiori, 136 delle medie e 14 delle elementari.

Visto che sto scrivendo su social anime avrete già capito dove voglio arrivare, quindi premetto che so bene come gli anime non siano il problema e come il problema sia molto più a monte e più vasto, però mi chiedo: in una situazione sociale così critica, quanto può influire negativamente la diffusione massiva di storie di fantasia che mostrano seconde occasioni dopo la morte?

Una persona adulta o comunque matura e in condizione di compenso emotivo, guarda un isekai e si diverte; si commuove; ne legge tra le righe gli insegnamenti morali, ma nella testa di una persona giovane o giovanissima che ancora sta formando la propria conoscenza del mondo o le proprie convinzioni, magari alle prese con eventi come bullismo; carenza di affetto in famiglia; senso di inadeguatezza a scuola o nelle relazioni; pandemia, cosa succede? In questi casi il divertimento, le emozioni e gli insegnamenti morali non vengono recepiti, perché l'unica cosa che riesce a passare è il primo e più basilare dei messaggi: se muori c'è una seconda occasione ed è migliore della prima che ti è stata data.

Vediamo persone oberate dal lavoro che dopo essere morte si trovano a condurre una vita rilassante; vediamo insicuri che diventano eroi; vediamo sfortunati in amore che costituiscono harem, e così diventa davvero improbabile che un ragazzo vulnerabile riesca a non rimanerne condizionato.

Ripeto: non voglio dare la colpa agli anime, spero solo che genitori, psicologi e insegnanti riflettano su questa cosa e cerchino di fare l'impossibile per i giovani sotto la loro responsabilità senza tralasciare niente, nemmeno il potere della fantasia.
LeFa Drömskog Curiosità che esula dal tuo discorso, sai per caso la differenza tra quelli avvenuti nel 2020 confronto a quelli nel 2019? Perché probabilmente i numeri sono aumentati molto a casua del lock down
2sett
LeFa Drömskog Tornando invece al tuo discorso, credo che non si possa negare che le opere di fantasia così popolari influenzano non poco le persone. Sempre in suolo nipponico mi ricordo di rocky joe e degli attentati fatti a suo nome. Detto questo però non credo ci sia bisogno di dare la colpa all'animazione, ma alla società giapponese che non lascia scampo a chi non resta al passo con gli altri
2sett
Kami Nami Non ricordo la differenza ma sono aumentati e sicuramente dipende dalla pandemia, anche negli stati uniti ci sono state ondate di suicidi giovanili ultimamente, e in giappone c'è stata una triste impennata anche tra le donne, probabilmente per via della difficoltà nel gestire lavoro e figli più presenti a casa.
2sett
Kami Nami Assolutamente non è colpa dell'animazione: la maturazione di un gesto come il suicidio avviene per problemi seri, non per eccesso di fantasia, stavo solo considerando se l'eccesso di fantasia potesse, in una persona che ha già sofferto molto, facilitare il gesto finale.
2sett
LeFa Drömskog @Kami secondo me (come ho detto prima) si, l'animazione, come ogni medium, può influenzare negativamente. Anche se nel caso degli isekai non mi pare ci sia nessun protagonista che sia morto volontariamente, sono tutte morti accidentali. Però come dici te la possibilità di qualcosa dopo la morte migliore della situazione attuale può allettate chi è già debole. Anche per questo le varie religioni avevano messo la regola per la quale in caso di suicidio l'anima va nell'inferno e non in paradiso (in questo modo bloccando i fedeli). Però non credo che un avviso prima dell'inizio delle serie dove viene detto una cosa simile possa cambiare qualcosa. I giapponesi dovrebbero svegliarsi e iniziare a cambiare il sistema sempre più marcio in cui vivono.... prima o poi si accorgeranno che non potranno andare avanti così per sempre
2sett
Levvv Velll Sempre detto che l'esistenza così massiva degli isekai è sintomo di un problema a monte, se prima i ragazzi si immedesimavano di più in supereroi e personggi con un grande senso di rivalsa, ora evidentemente ricercano più un senso di alienazione che riescono a trovare negli isekai.
Se un prodotto o un genere è così ben piazzato, è perché c'è un target ben solido con determinate esigenze.

2sett
Mache Kazzo Io sono più dell'idea che Isekai o non, tutti questi suicidi rimangano.
Nel senso, vedo la diffusione del genere Isekai più un effetto di questi problemi sociali, e non la causa.
Comunque mi fa rabbrividire il solo pensiero di un bambino delle elementari che si suicida, cazzo, delle elementari! Cosa cazzo sta succedendo?! Robe da matti. Sinceramente non riesco nemmeno ad immaginarmi un bambino di 9 anni suicidarsi perché il mondo fa schifo.

2sett
Mache Kazzo @lefa, infatti c'è sempre il buon vecchio truck kun a mandarti in paradiso
2sett
Levvv Velll @Mache Io invece me lo immagino, credo che ad esempio ci possano essere situazioni familiari nemmeno lontanamente vicini a ciò che ci potremmo immaginare.
2sett
Raimondo Di Malta Premetto di non essere un professionista nel campo della psiche e quindi anche della formazione della personalità di un individuo e che quando si tratta di temi seri e delicati come questo,si possono dare considerazioni personali,ma quest'ultime sono da prendere solo come spunti di riflessione e che,di fronte allo studio,le analisi,le parole di un professionista come un dottore,un professore,uno scienziato,che hanno sempre la PRIORITA' perchè basati su cose concrete,le mie saranno "chiacchere da bar" basate sul mio buonsenso e quel poco che so a riguardo e non vanno fraintese fuori dal contesto appena descritto.

Sicuramente bambini e ragazzi in crescita possono soffrire di eccesso di fantasia,quanto di manipolazione,questo non solo perché come suggerisce @Kami non hanno recepito abbastanza informazioni dal mondo circostante, data la giovane età e l'assenza di un bagaglio di esperienze di "vissuto"
Ma anche perché organicamente e chimicamente parlando,a seconda dell'età in cui può avvenire la crisi che segue il fantomatico atto non si hanno ancora sviluppato determinate aree del cervello e quindi capacità logiche di pensiero lucido,razionale e capacità di autocontrollo.
Ne consegue che in termini matematici sarà sicuramente improbabile che ragazzi di età inferiore ai 13 commettano il suddetto atto,ma statisticamente possibile seppur con una rilevanza che è quasi irrilevante.
Oltretutto i ragazzi non solo possono soffrire di eccessi di fantasia ma anche di manipolazione e alterazioni del pensiero da parte di malintenzionati,media,socials,traumi.

Infatti la questione non è da sottovalutare anche se il nucleo del problema come suggerisce @LeFa è alla base, si tratta delle "fondamenta" su cui è costruito quel "palazzo" inteso come la società giapponese e che quindi metaforicamente parlando,é chiaro che un palazzo costruito su fondamenta poco solide,prima o poi inizi a collassare:se giorno per giorno cade un mattone,si finisce per non avere più un palazzo,ma detriti.

Ricordo vagamente il caso del serial killer,rivelatosi uno studente di appena 14 anni,Shin'ichirō Azuma,conosciuto con lo pseudonimo di Sakakibara

Ora partendo dal presupposto che il ragazzo aveva problemi di un certo tipo già dall'infanzia,e che non fossero gli anime o i manga ad averlo spinto a fare quello che ha fatto,una volta arrestato vennero trovati in casa sua una gran quantità di fumetti pornografici,violenti e dell'orrore (tra cui il famoso manga "X" citando wikipedia).

Adesso non voglio dire che quei fumetti hanno portato Azuma a compiere i delitti,ma che anche in questo caso,secondo l'opinione pubblica rivestirono un ruolo.Piú che un eccesso di fantasia questo si potrebbe definire un delirio di fantasia.

Quindi stando a quanto detto,se è possibile alimentare deliri con opere di intrattenimento come i manga e gli anime,
È sicuramente possibile alimentare condizioni depressive e quindi suicidi.

extrafact:
Nell'opera "Another" si fa riferimento a Kōbe,la città in cui sono avvenuti gli omicidi e il nome del protagonista è per l'appunto Sakakibara.

2sett
Tore96 5555 A mio parere non si può considerare un fattore influenzante , perchè troppo irrilevante...
Gli estremi ci sono ovunque , non si può prenderli in seria considerazione quando sono così irrilevanti.

Il forte senso del dovere della società e mentalità giapponese è quello che gioca il ruolo più importante. La pressione e competizione sociale alimenta stati depressivi in modo più significativo

2sett
Kami Nami @tore
Concordo con te nel ritenere l'animazione irrilevante nel causare alterazioni emotive pericolose in bambini con problemi, anzi, probabilmente può essere loro d'aiuto nel trovare un po' di spensieratezza e, pur senza risolvere i problemi, nell'uscire in qualche modo dalla delicata fase della crescita.

Proprio questa connotazione positiva dell'animazione però (e dell'immaginario in genere), può rivelarsi un'arma a doppio taglio nel caso non riesca a controbattere i suddetti problemi.

Quando una persona arriva al punto di compiere suicidio, generalmente in quell'istante vede davanti a sé l'ignoto, e l'ignoto fa paura, quindi si gira e vede dietro di sé quello che sta lasciando: magari tra quello che sta lasciando c'è ancora qualcosa di bello e ci ripensa o, magari, anche in assenza di qualcosa di bello, in quel momento cruciale addirittura i problemi che fino a lì l'hanno spinta potrebbero sembrarle, in quanto ben conosciuti, più desiderabili dell'ignoto.

Se ad arrivare al punto di compiere suicidio è però un bambino vulnerabile che ha trascorso gli ultimi anni cercando rifugio in un mondo immaginario, probabilmente non vedrà davanti a sé l'ignoto ma il suo mondo immaginario che lo attende e quindi, non provando paura, compirà più facilmente il gesto.

Non è detto che a qualcuno sia veramente andata così, ma se anche uno solo di quei 14 studenti delle elementari avesse pensato una cosa del genere prima di togliersi la vita, queste considerazioni sarebbero tutt'altro che irrilevanti e, siccome stiamo parlando di vite umane, nel dubbio sarebbe bene che nessuno le considerasse come tali.

Io non auspico cambiamenti nel mondo dell'animazione e nemmeno ritengo di poter proporre soluzioni alle ombre della società giapponese che conosco solo superficialmente, vorrei solo che questo fattore di rischio venisse riconosciuto ufficialmente e che le persone preposte all'educazione dei giovani e al trattamento dei loro problemi ne tenessero di conto.

2sett
Yellow IMR  È un argomento talmente pesante che e complesso che non me la sento di dilungarmi perché non ne ho le competenze, ma dovessi dire due parole non mi preoccuperei del messaggio di questi media. Moltissime storie, di isekai o meno, sono di per sé racconti d'evasione, che ci permettono di volare con la fantasia in un luogo lontano, ma facendoci provare emozioni a noi vicine. Il problema è da affrontare a monte, lascerei agli anime il compito di farci sognare.
2sett
Yellow IMR  Comunque gli anime stessi possono essere la soluzione 😂 Meme a parte, credo sia in parte vero, come per musica, film e l’arte in generale. Non una soluzione, ma un sollievo e uno stimolo non indifferenti.2sett
Mache Kazzo Povere piastrine😢
2sett
Tatsumi   E veramente terribile,e il problema e in gran parte il bullismo
2sett
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